Con Pedrazzoli un tuffo nella fantascienza

Il romanzo d’esordio di Massimiliano Pedrazzoli, “Arborea” (Echos edizioni, 257 pagine, 14 euro), può porre domande di ordine morale: «Il testo è strutturato in capitoli brevi - dice lo scrittore...

Il romanzo d’esordio di Massimiliano Pedrazzoli, “Arborea” (Echos edizioni, 257 pagine, 14 euro), può porre domande di ordine morale: «Il testo è strutturato in capitoli brevi - dice lo scrittore - che alternano azione a momenti di riflessione». Nella fiction, il succo dell’Albero della Vita assicura l'immortalità agli esseri umani. La conseguenza è un inflessibile controllo demografico. A regolarlo è Arborea, uno Stato autoritario, dispotico (incombono “1984” di George Orwell e “La strada” di Cormac McCarthy, due romanzi che hanno influenzato Pedrazzoli).

Ma l’assenza della morte lascia spazio a qualcosa di più temibile: la sofferenza.

Il Ministero competente può autorizzare, superati gli esami prescritti, a uscire dal Programma Rinascita, quindi a morire.

Inoltre l’Albero della Vita può essere aggredito da un parassita. Le persone che non hanno mai assunto il succo sono chiamate i Puri.

È questo l’ambiente fantascientifico in cui si muovono i personaggi del romanzo.

La presentazione - con lo scrittore dialoga Gilberto Scuderi - è venerdì 20 alle 18 alla libreria Di Pellegrini, in via Marangoni 16. Pedrazzoli è nato a Mantova 42 anni fa e abita a Curtatone.

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