Mantova, riapre per 2 giorni Palazzo Cavriani

Il salone da ballo del palazzo di via Trento

Appuntamento il 19 e 20 marzo per le Giornate Fai di primavera. La dimora di via Trento ora in stato di abbandono contiene affreschi di Bazzani e Schivenoglia

MANTOVA, Palazzo Cavriani, l’antica residenza nobiliare di via Trento, attualmente in vendita, torna per due giorni a rivivere grazie all’apertura straordinaria organizzata dal Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano per sabato 19 e domenica 20 marzo. Si tratta di una dimora imponente che ha subito un forte degrado durante gli anni di abbandono. Eppure ancora oggi si possono cogliere i segni della passata grandezza ed entrare nei saloni abbandonati è un’esperienza unica.

Il palazzo realizzato nel Settecento su un nucleo preesistente per volere del marcheseni Antonio Cavriani è assolutamente fuori scala per le dimensioni della città in epoca austriaca. Per avere un’idea di come i mantovani vedevano il palazzo basta ricordare il detto che diceva «ci sono tanti giorni in un anno quante sono le finestre del palazzo Cavriani». L’architetto bolognese Alfonso Torreggiani - che realizzerà in seguito anche il Palazzo degli Studi - interpreta a pieno i desideri di grandezza della famiglia che per la decorazione delle sale si affida a pittori mantovani come Bazzani e lo Schivenoglia.

La dimora dei Cavriani presenta ancora tutti gli spazi che dovevano caratterizzare una dimora nobiliare nel Settecento: un grande cortile, uno scalone monumentale, il salone delle feste a doppia altezza e l’appartamento di rappresentanza oltre a tutti gli ambienti di servizio. Ecco, se si volesse provare a capire come si viveva a Palazzo Cavriani nei tempi d’oro, si potrebbe pensare al serial inglese “Downton Abbey”. Certo non c’è il grande parco ma esiste invece la cappella, una splendida struttura a doppia altezza con un ballatoio che incornicia un tripudio di angeli e stelle. In questa piccola chiesetta posta al primo piano del palazzo negli anni Ottanta del XIX secolo si celebrò il matrimonio tra la marchesina Corona Cavriani e il Conte Gigli Cervi, che vide come officiante il vescovo Sarto, futuro papa (e santo) Pio X.

Il percorso consentirà di accedere agli ambienti principali del palazzo e anche al giardino che tutti i mantovani osservano con curiosità passando davanti al cancello chiuso. Il giardino, realizzato nel 1826, voleva essere un omaggio a Virgilio, la cui statua troneggia al centro dello spazio verde, e ad altri mantovani illustri i cui busti decorano i pilastri che ritmato la cancellata.

Chi entra oggi a Palazzo Cavriani ha la sensazione di immergersi in un tempo che non ci sarà più, fatto di forme e tradizioni, fasti e cadute e che si spera possa tornare ad essere valorizzato come merita. Solo due dei moltissimi dipinti che ne ornavano le pareti, sono rimasti al loro posto (sono nel salone da ballo) e ben poco è rimasto anche delle pareti damascate.

Il sabato 19 (dalle 14.30 alle 17.30, ora dell’ultimo ingresso) e domenica 20 (dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, ultimo ingresso) si potrà tornare a calcare i pavimenti del palazzo per sentirsi come i marchesi Cavriani almeno per un po’ e magari ci sarà anche chi proverà a contare le finestre per sapere se sono davvero 365. Le visite guidate sono curate dal volontari Fai e dagli Apprendisti Ciceroni. Palazzo Cavriani è stato ritenuto tra le aperture più importanti a livello nazionale delle Giornate Fai di Primavera.

Sulla pagina Facebook della delegazione di Mantova, guidata da Anna Maria Petrobelli, è presente un breve video che dà qualche anticipazione, senza svelare la location: in pochissimi giorni ha avuto più di 14 mila visualizzazioni e oltre 400 condivisioni (numeri enormi senza sponsorizzazioni): l'attesa verso questa apertura è davvero molto forte. Il video, realizzato da Gian Maria Pontiroli, ha come colonna sonora un brano eseguito dall’Orchestra da Camera di Mantova (con la quale il Fai sta collaborando) e il patrocinio di Mantova capitale della cultura.

Durante le Giornate Primaverili, in città il Fai terrà visite guidate - curate dagli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto tecnico Itet “Andrea Mantegna” di Mantova - anche all’antica edicola dei giornali di piazza Canossa. Gli orari sono gli stessi di Palazzo Cavriani.

Alle Giornate collaborano anche il licei Belfiore di Mantova e Luigi Gonzaga di Castiglione delle Stiviere.

Video del giorno

Viareggio, l'irruzione dei Nocs nella casa dell'uomo armato

La guida allo shopping del Gruppo Gedi