Palazzo Ducale: per la reggia anche sculture di luce

Mantova Creativa: nove artisti protagonisti si misurano con lo spazio della Loggia di Eleonora dal 24 giugno. E l'Appartamento della Rustica riapre con l’arredo dei “Gonzaga di oggi” dall'11 giugno

La reggia tra passato e presente. Sarà un continuo dialogo tra secoli quello immaginato dai nuovi eventi espositivi in programma a Palazzo Ducale nell’anno di Mantova Capitale della Cultura. A partire dalle sculture di luce che dal Cortile della Cavallerizza invieranno un messaggio visibile solo all’esterno della reggia. Nove artisti, attraverso le loro opere luminose, si misureranno infatti con il suggestivo spazio della Loggia di Eleonora che si ammira percorrendo il Lungolago Gonzaga.

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E con una duplice prospettiva. Dall’interno del palazzo si continuerà a scorgere il profilo del lago Inferiore attraverso le arcate mentre, dall’esterno, il pubblico vedrà nelle ore serali le installazioni che offriranno una diversa percezione dello spazio. «Allo studio - aggiunge il direttore Peter Assmann - ci sono anche altri interventi artistici per questo evento che inizierà il 24 giugno. Sul prato della Cavallerizza potrebbero infatti essere posizionate altre installazioni luminose e, forse, un’ulteriore postazione potrebbe essere immaginata anche dal lago verso il palazzo ma stiamo ancora valutando il progetto che sta curando con noi Vittorio Erlindo ».

Ma passato e presente dialogheranno anche attraverso un altro progetto. Per anticiparne il contenuto risulta utile una domanda. Di quali bellezze e oggetti d’arte si circonderebbero oggi i Gonzaga se abitassero ancora Palazzo Ducale? A provare a rispondere al quesito sarà la mostra Abitare Gonzaga 2016 in programma nella reggia dal 11 giugno all’11 settembre. Un progetto di Mantova Creativa e del Complesso Museale di Palazzo Ducale a cura di Giampaolo Benedini con la collaborazione di Peter Assmann e Renata Casarin. Obiettivo: allestire l'abitazione di un ideale Gonzaga contemporaneo, «con arredi e decori - come anticipano gli organizzatori - firmati da alcuni dei più affermati designer di oggi».

Ma l’inizio della mostra coincide anche con un’inaugurazione speciale: la riapertura della Rustica. Parliamo dell’appartamento progettato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga a partire dal 1539. Alla morte del grande artista la prefettura delle fabbriche fu affidata all'architetto Giovan Battista Bertani che ne portò avanti l’esecuzione. Questi spazi furono ideati in Corte Nuova per accogliere gli ospiti illustri di Casa Gonzaga: ambasciatori, regnanti e personalità accolte in un edificio isolato e dal doppio affaccio: da una parte il Giardino dei Semplici e dall'altra la Cavallerizza. E fa un certo effetto dunque pensare che la mostra cercherà di immaginare come sarebbero i duchi di oggi.

«Quello che il pubblico vedrà - osserva Peter Assmann - è la reinterpretazione di una vera e propria abitazione composta da tutti gli ambienti della vita quotidiana. Ovvero la cucina, il salotto e gli altri spazi tradizionali. Si immagineranno i gusti e le preferenze in fatto di arredo. La Rustica insomma come una lussuosa dimora di oggi». Come è noto l’Appartamento è chiuso al pubblico in seguito ai danni provocati dal terremoto del 2012. In quest’ala della reggia, nota anche come l’Estivale, sono già stati presentati diversi restauri.

Ovvero quelli della Sala delle due colonne, Amori di Giove, Sala dei Pesci e lo splendido Camerino di Orfeo. Come pure della Sala delle Maschere e Sala Imperiale che fanno parte, come la Sala degli Stivali, dell’ampia Sala delle quattro colonne. Resta invece da recuperare l’apparato decorativo della cosiddetta Galleria dei Frutti. Anche il Giardino dei Semplici ospiterà alcuni oggetti d’arredo. «I Gonzaga hanno sempre dimostrato un impeccabile gusto estetico - evidenziano gli organizzatori - ma anche una forte attenzione all'innovazione e un apprezzamento per le soluzioni ardite e originali, che ne hanno fatto un modello di mecenatismo nei quasi 400 anni del loro dominio».

Per il rilancio del Ducale Assmann punta dunque anche su queste mostre di arte contemporanea ma evidenzia le necessità per la reggia di maggior personale (attualmente ci sono 76 custodi e 31 persone in ufficio, di cui 3 andranno in pensione entro il 2016 e uno storico dell’arte nel 2017). «Mi auguro - conclude - che arrivino le otto persone in più di cui il museo ha molto bisogno».

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