Palazzo Ducale, Sala di Manto: conclusi i restauri del sottotetto

Il direttore Assmann: "Ora la struttura è in sicurezza e ci sono ambienti da ripensare"

MANTOVA. C’è chi ricorda il . Granballo di inizio anno nel salone delle feste del duca Guglielmo o il tour virtuale sui ponteggi che ha permesso a tanti visitatori di ammirare la sontuosità dell'ambiente con le decorazioni dedicate alle origini della città e alla celebrazione della famiglia Gonzaga. Se nella Sala di Manto sono già conclusi gli interventi che riguardano il monitoraggio, lo studio e il restauro della parete dipinta, da qualche giorno sono finite anche le opere di consolidamento post sisma per riportare tutta la camera in sicurezza. Un altro spazio infatti andava tutelato. Non è visibile al pubblico ma l'ingegno dell'uomo del Cinquecento risulta altrettanto evidente. Stiamo parlando del sottotetto della sala dove il cantiere è terminato appunto da pochi giorni. «Ed è in questa zona che sono state realizzate opere fondamentali per la sicurezza di tutto il salone - conferma il direttore Peter Assmann - soluzioni studiate a tutela del bene, nell'eventualità anche di altre scosse».

Per raggiungere il piano superiore si lasciano alle spalle gli affreschi e le sale che raccontano la bellezza di Corte Nuova. Si salgono scale strette che portano a spazi della reggia lontani dai percorsi di visita. Stanze dai soffitti altissimi e con tracce di affreschi conducono all’interno di salette dalle dimensioni ridotte ma altrettanto suggestive.

Viaggio nel Palazzo Ducale segreto, Assmann: "Restaurato il sottotetto della Sala di Manto"

Facile perdere l’orientamento, l'affaccio da una finestra però restituisce uno scorcio del Giardino dei cani. «In questo percorso verso il sottotetto - continua Assmann - ci sono altri spazi interessanti del palazzo, ambienti che nei prossimi anni andranno ripensati in un’ottica di valorizzazione del nostro splendido museo. C’è anche l’appartamento che si presume fosse delle balie, dove cioè venivano accuditi i bambini delle signore di corte. A suggerirlo sono i resti di una sorta di fasciatoio».

E dalla “nursery” del passato si prosegue tra spazi bui e angusti sino alla zona che precede l’ex cantiere. Qui Massimo Piccolo dell’Ufficio tecnico di Palazzo Ducale, mostra alcune delle soluzioni adottate: rinforzi e giunture alle travi per rendere l’ambiente più sicuro. Lavori di consolidamento e miglioramento sismico strutturale. Opere che hanno permesso di verificare sia lo stato di conservazione della struttura che di garantirne una maggiore protezione nel caso appunto di altri eventi sismici. Bastano pochi passi ed ecco anche il sottotetto della Sala di Manto.

«Siamo di fronte alle travi del Cinquecento, non possiamo non ammirare l'imponenza di questa struttura realizzata con grande ingegno - osserva Assmann - ora sono stati posizionati tiranti in acciaio e piastre sotto le capriate, mentre altre parti erano già state messe in sicurezza negli anni Ottanta. Per queste opere post sisma - aggiunge - ha diretto i lavori l’architetto Antonio Mazzeri della Sovrintendenza ai beni architettonici di Brescia, sempre su progetto del professor Paolo Faccio dello Iuav di Venezia. Credo sia importante sottolineare non solo gli aspetti legati alla valorizzazione della Sala, come ad esempio il Granballo, ma anche quello che si è realizzato per la sua tutela. Le criticità causate dal terremoto sono state affrontate con molte soluzioni mirate».

Il percorso, come si diceva, rivela altri ambienti interessanti che per Assmann potrebbero essere valorizzati.

Va ricordato infatti che il Governo ha stanziato dodici milioni di euro per il restauro complessivo di Palazzo Ducale. Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha approvato il piano proposto dal ministro Dario Franceschini che punta a un rilancio della competitività del territorio nazionale attraverso cultura e turismo.

Un progetto complessivo che stanzia un miliardo di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 - 2020. «Non ho ancora preso contatti con il Ministero - conclude Assmann - e dovremo conoscere nel dettaglio le modalità per utilizzare questi finanziamenti così preziosi per il rilancio del museo. Credo che i soldi potrebbero arrivare suddivisi in tranche di tre milioni annui sino al 2020. E andranno individuate tutte le priorità».

Tra queste, ovviamente, la riapertura al pubblico della splendida Corte Nuova.

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