Il Festival internazionale della poesia chiude alla grande con Solonovich

Intervento tra bellezza e bruttezza con agganci al presente L’autore russo venne intervistato nel 1996 da Bertazzoni. Alle 20.45 Ida Travi in piazza Alberti 

MANTOVA. Il Festival internazionale di poesia Virgilio si avvia alla conclusione. Alle 19 di oggi, sabato 21 maggio,  alla Rotonda di San Lorenzo insieme a Giovanni Perrino ci sarà Eugenij Solonovich: nel 1996 la rivista Quadrante padano pubblicò una sua intervista curata da Vladimiro Bertazzoni in cui erano elencati nomi di poeti italiani tradotti in Russia, tra cui Umberto Bellintani.

Alle 20,45 nella sala Colonna (piazza Alberti) una lettura di Ida Travi chiuderà la giornata poetica.  

Il Festival, venerdì pomeriggio, aveva offerto alla Casa del Mantegna il convegno La vertigine della bellezza coordinato da Renata Salvarani. Adriano Amati ha parlato di neuroscienze: a due secoli di distanza la sindrome di Stendhal (il turbamento emotivo di fronte alla bellezza) è oggetto di studio da parte della neuroestetica, con implicazioni, anche, su come orientare i gusti dei consumatori. Giorgio Bernardi Perini ha affrontato il tema del tradurre poesia: è inevitabile il tradimento del testo originale, nel bene e nel male. Flavio Ermini - citando Thomas Mann, Rilke, Heidegger, Beethoven - si è soffermato su vertigine e bellezza in ambito letterario, filosofico e musicale.

L'intervento di Rosa Pierno è stato sul web: un mezzo, nonostante le critiche, che difende la parola e moltiplica le lettura. Materia di Enrico Ratti è stata la bottega d'arte, dall'artigiano-fabbro Vulcano a oggi, con blitz del Capitale di Marx dove robot girano nella sala degli dèi. Valerio Magrelli - dopo il convegno si è trasferito alla Rotonda di San Lorenzo per un’intensa lettura di sue poesie intercalata da una combattiva conferenza contro i sessantottini passati a Mediaset, i politici con succulenti vitalizi, i funerali di Stato di Mike Bongiorno (una caduta della decenza, tra le tante), la tv che parla di sciame anziché di terremoto - ha parlato di classicismo e romanticismo, di estetica della bellezza e della bruttezza, con esempi da Stendhal, Baudelaire, l'urinal di Duchampe, la scatola d'artista di Piero Manzoni. Ultimo evento è stato al cinema Mignon dove Marion D'Amburgo ha proposto “letture al femminile” da Emily Dickinson, Ingeborg Bachmann, Cristina Campo, Alda Merini, Sylvia Plath, Amelia Rosselli, Patrizia Valduga (che domani alle 18 sarà alla sala Colonna in piazza Alberti), Kavafis, Saba ecc., mentre il film-maker Tony Verità ha commentato con immagini il percorso poetico. 

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