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Paolozzi Strozzi sovrintendente, un ritorno all’insegna delle sfide

Beni culturali: dirigerà Mantova, Cremona e Lodi e dovrà “costruire” una sede ex novo

di Luca Ghirardini
2 minuti di lettura

MANTOVA. Questa mattina (giovedì 30 giugno), al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), la formalità delle firme. Poi, Giovanna Paolozzi Strozzi diventerà ufficialmente la sovrintendente per le province di Mantova, Cremona e Lodi. Un ritorno certamente gradito, sia a lei, inquilina di Palazzo Ducale prima della trasformazione in museo autonomo, che alla città, che aveva apprezzato il lavoro svolto con passione in un periodo molto difficile, quale quello immediatamente successivo al terremoto del 2012. E, se le ferite mantovane in parte sono ormai rimarginate, di certo non lo sono quelle di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, dove Paolozzi Strozzi ha lavorato negli ultimi mesi, proveniente dalla guida del polo museale del Piemonte. «È stata comunque un’esperienza importante - spiega alla Gazzetta -, ma la riforma ci costringe al movimento, e certo che la scelta di affidare Bologna all’ex sovrintendente archeologico non sia criticabile. Quanto a Mantova, tra le scelte era certamente quella preferita».

Il ritorno a Mantova della sovrintendente sarà comunque all’insegna delle sfide. Quella di Mantova, Cremona e Lodi, infatti, è a tutti gli effetti una nuova sovrintendenza, che accorperà tutte le funzioni un tempo suddivise tra storici dell’arte, architetti e archeologi, e che ancora non ha una sua pianta organica e una sede. Alcune incertezze potrebbero essere chiarite già oggi. «Mantova è una sovrintendenza tutta da costruire - conferma Paolozzi Strozzi -, un caso quasi unico in Italia. Nella vecchia sede ora ci sono gli uffici del Museo di Palazzo Ducale e va ricostruita anche la struttura del personale. Spero che la pianta organica possa essere definita al più presto. In particolare, servirà da subito una base di personale amministrativo».

Nessun problema, invece, per l’attività sul fronte architettonico: «È stato deciso - chiarisce la sovrintendente - che i tecnici che già si occupavano delle singole province, continueranno a farlo, e questa è una novità rassicurante».

Le ipotesi per recuperare una sede non mancano. Un’ipotesi potrebbe prevedere l’utilizzo degli uffici dell’ex sovrintendenza archeologica, sufficientemente autonomi rispetto a quelli del Museo di Palazzo Ducale.

Un’altra sfida per Giovanna Paolozzi Strozzi, storica dell’arte, è quella di guidare la sovrintendenza unica, con tutte le diverse competenze. «Le scelte in precedenza venivano sempre effettuate in prima persona dai dirigenti - sottolinea la sovrintendente -, ora ci sarà una rete di funzionari con una certa autonomia, anche se, alla fine, l’ultima parola toccherà sempre a chi sovrintende. Che dovrà fare uno sforzo per ampliare le proprie conoscenze in tutti i campi, anche in quelli nei quali non è specializzato».

Di certo, Paolozzi Strozzi tornerà ad avere in qualche modo competenza sul Palazzo Ducale. La scorsa estate era stata inserita nella rosa dei dieci concorrenti alla direzione del museo autonomo, poi la scelta del ministero è caduta su Peter Assmann.

«La sovrintendenza - spiega Paolozzi Strozzi - ha competenza sulle autorizzazioni legate ai restauri e alle superfici murarie, vale a dire i decori e gli affreschi, non invece sulle opere mobili. Ma posso anticipare che ci sarà certamente grande collaborazione con la direzione della Reggia. E poi - conclude la nuova sovrintendente - non bisogna dimenticare che Mantova è ricca anche di tante altre realtà meravigliose, a partire da Palazzo Te».

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