Un piano per il cinema d’essai. Mantova è all’avanguardia

Molti i film in anteprima piaciuti agli esercenti durante la "cinque giorni" della manifestazione Fice. Apprezzato il clima che si è creato nella nostra città. Domenico Dinoia: «Ci sentiamo accolti»

MANTOVA. Un piano straordinario del governo per far tornare i cinema d’essai nei centri delle città e più soldi per sostenere il cinema in Italia (da 250 a 400 milioni di euro: sono i punti fondamentali della nuova legge Franceschini sul cinema approvata al Senato (ora l’ultimo passaggio alla Camera) che venerdì 7 ottobre è stata discussa nel convegno conclusivo degli Incontri Fice, con Mariella Troccoli, dirigente sezione cinema del ministero dei Beni culturali.

La senatrice Maria Di Giorgi, della commissione cultura, ha inviato un video. Il presidente Fice Domenico Dinoia è soddisfatto: «Molti film in anteprima sono piaciuti agli esercenti che si sono confrontati fra loro in un clima amichevole e professionale, e si sono sentiti accolti dalla città. Gli artisti premiati non si sono limitati a un saluto formale».

Sicuramente promossi il documentario Gabo dedicato a Gabriel Garcia Marquez e i film La mia vita da zucchina, Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta e Neruda di Pablo Larrain. Quest’ultimo, sul poeta, ha visto il tutto esaurito nella proiezione per tutti con 30 persone rimaste fuori. «Avrei cambiato in corsa la sala Nuvolari con la Manto, più grande – ha spiegato Paolo Protti – come si faceva ai tempi della pellicola, ma ormai con il digitale il segnale via satellite arriva direttamente al server di sala».

Tra i film italiani, sono piaciuti Piuma di Rohan Johnson e La ragazza del mondo dell’esordiente Marco Danieli con Michele Riondino e Sara Serraiocco, davvero bravi. Ha emozionato La pelle dell’orso con Marco Paolini, per la prima volta solo attore sulle Dolomiti, selvagge come il Far West, e padre di Leonardo Mason, 13enne scelto con un casting fra 250 ragazzini nelle scuole. L’incontro con il regista Marco Segato e con Paolini ha incuriosito i mantovani.

Sono piaciuti anche i film offerti alle scuole, Vado a scuola, il grande giorno e Domani. E ieri, come dicevamo, il convegno che ha fornito i dati sui film d’essai che nell’ultima stagione hanno fatto incassi record, come Perfetti sconosciuti e La pazza gioia. Paolo Protti però ha fatto notare che i film italiani, apprezzati nei festival, non arrivano nelle sale di molti Paesi europei e nel mondo.

Un tema su cui lavorare anche perché poi piacciono, ha ricordato Dinoia osservando che l’Italia vanta il maggior numero di Oscar al miglior film straniero. Ma se la nuova legge sul cinema porta anche un altro grande passo avanti con finanziamenti specifici per la cultura del cinema nelle scuole, non spinge abbastanza sulla mediazione fra produttori, distributori (che spesso negano lo schermo a molti film) ed esercenti.

Dinoia ha auspicato che nelle direttive che saranno poi emanate si valorizzino gli esercenti che non solo proiettano i film, ma creano cultura, inventando cicli, dibattiti, incontri con attori e registi. Insomma quello che a Mantova avviene regolarmente, ed è uno dei motivi per cui è diventata capitale della cultura. Da premiare anche le arene estive (Mantova ne ha addirittura tre).

L’ultimo film che ha proprio chiuso sarà da vedere, quando arriverà nelle sale: Un mostro dalle mille teste, messicano, di Rodrigo Plà, un thriller sui drammi della sanità in mano alle assicurazioni private.

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