Il mantovano Nodari firma un nuovo corto

"Grand Cinema vivente Sigmund Freud" è on line da alcuni giorni. Anche il cast è tutto mantovano

MANTOVA. Grand Cinema vivente Sigmund Freud è il nuovo corto di Giovanni Nodari, filmmaker mantovano di 34 anni, uscito on line da alcuni giorni. Dopo i successi di HeartMix, H2oME e La Statura dello Stato un corto che parla della passione per il cinema, di come possa degenerare in follia, rifacendosi ai famosi atti di vandalismo dei drughi di Arancia Meccanica negli anni ’70.

L'ultimo corto di Nodari: Grand cinema vivente Sigmund Freud

«Qual è il limite delle passioni, sane e insane? - si domanda il regista - E' una questione personale o dipende dell'ambiente? Siamo meno forti di quanto pensiamo e non sempre un gesto estremo è sintomo di pazzia». Il corto è zeppo di citazioni cinematografiche, da Taxi Driver a Matrimonio all'italiana, è una sorta di viaggio nell'amore per il cinema. «Oltre alla questione del limite questo lavoro, cui pensavo da molto tempo, è una riflessione di cosa sia per me il cinema - aggiunge Nodari -. Il progetto è nato circa un anno fa quando ho trovato la protagonista. Volevo lavorare con lei, poi è venuto tutto il resto. Sono molto soddisfatto».

Il progetto, patrocinato dalla Mantova Film Commission, ha un cast tutto mantovano, dalla protagonista Francesca Romana Bergamo all'attore Fabio Zulli, che ha lavorato in L'intrepido di Gianni Amelio, passando per la voce narrante del noto doppiatore Ivo De Palma (Kiss me, Licia, I cavalieri dello Zodiaco). Anche le musiche, tutte originali, composte sul girato sono targate Mantova con Stefano Farì e i Walking Cone. Chiude il cerchio Nakja Perini che ha curato la fotografia. «Dal febbraio scorso, quando è nata l'idea, abbiamo poi girato in giugno, quindi in sala sono state composte le musiche - conclude -. Ho già inviato la domanda ai concorsi italiani e, una volta pronti i sottotitoli in inglese, lo manderò anche ai concorsi internazionali sperando in un buon successo come per i precedenti». (p.c.)

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