Isserlis, al Bibiena il successo eclatante di un grande virtuoso

Alto e di fisico sottile, un casco di capelli lunghi in libertà, Steven Isserlis, 58 anni, violoncellista britannico di acclamata carriera, era l’ospite di riguardo del più recente concerto del...

Alto e di fisico sottile, un casco di capelli lunghi in libertà, Steven Isserlis, 58 anni, violoncellista britannico di acclamata carriera, era l’ospite di riguardo del più recente concerto del calendario di Tempo d’Orchestra, mercoledì e giovedì sera al teatro Bibiena, in compagnia dell’Orchestra da Camera di Mantova che sulla sua presenza importante aveva costruito l’intero programma.

Ascoltavamo musiche di Haydn e Cajkovskij, secondo un accostamento invero ardito, ma che alla prova dei fatti si è giustificato nella forte personalità di Isserlis, musicista di fantasioso e ispirato respiro, perfetto padrone della scena e in grado di adattarsi con naturalezza alla diversità spiccata degli stili, diversità che si manifestava nel settecentesco Concerto in re maggiore di Joseph Haydn e in due pagine del maestro russo: il seducente, bellissimo Andante cantabile in si maggiore, che possiede una origine cameristica provenendo dal suo primo Quartetto op.11, e le estrose Variazioni su un tema rococò che conducono invece il solista sul terreno di un virtuosismo marcato, caratteristico del tardo ’800. Il tutto ha ottenuto letture di entusiasmante chiarezza e intensità, con la sentita collaborazione dell’Orchestra mantovana, facendo ben comprendere dove si raccogliessero i motivi della pluridecennale notorietà di Isserlis nel mondo musicale internazionale, e quale fosse il privilegio di ascoltarlo nel nostro piccolo e preziosissimo teatro di provincia.

Ma oltre a questo, la vera forza di Steven Isserlis ci è sembrata nella capacità di vivere la musica (e la sua segreta disciplina senza la quale il talento non può nulla) con una profonda adesione spirituale e un’autentica felicità e serenità d’approccio quale è concessa a pochissimi; conducendo così le pagine di questo concerto a uno splendore candido e a una meravigliata creatività nella quale null’altro era percepibile se non la spontaneità miracolosa dell’invenzione. Per tutte queste ragioni Isserlis ha ottenuto un successo personale eclatante; ma la riconoscenza del pubblico è andata ovviamente anche all’orchestra che si è riservata uno spazio proprio con l’esecuzione – assai brillante – della Sinfonia in do maggiore n. 48 di Haydn, opportuno contrappeso ai tre interventi del solista, concludendo così la serata in bellezza.

Prossimo appuntamento il 2 febbraio con il Quartetto d’archi Kelemen. (a.z.)

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