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La gran festa per le nozze Gonzaga

Presentato il libro dedicato alla “Magna curia” del 1340: celebrazioni per 8 giorni

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Quattro matrimoni azzeccati dai Gonzaga con le casate più in vista del tempo (Malaspina, Beccaria, della Scala e da Correggio), tra cui quello in terze nozze del 72enne Luigi, capitano del popolo di Mantova e vicario imperiale, e l’investitura di 24 nuovi cavalieri, 11 di casa Gonzaga. Con relativi 8 giorni di banchetti, tornei, canti e balli, documentati nel Liber magne curie, il libro della grande festa di corte, quella gonzaghesca nel febbraio 1340. Un fascicolo di grande formato di 18 carte in pergamena, oggi diremmo 36 pagine, conservato nell’Archivio di Stato di Mantova, che annota sontuosi vestiti, vasellame da tavola, armi, cavalli, cibo, vino e altri beni di lusso, col computo delle spese sostenute per i regali e l’organizzazione dei festeggiamenti. Fascicolo esposto ieri nella Sacrestia della Santissima Trinità e riprodotto nel libro I Gonzaga. Cavalieri, vesti, argenti, vino. La "magna curia" del 1340 (Silvana editoriale, 208 pagine illustrate) presentato dalle curatrici, Chiara Buss e Daniela Ferrari, con Federico Arduini, Enrico Carnevale Schianca e Chiara Maggioni, tutti e 5 autori dei saggi raccolti nel volume, che annovera anche tre glossari (tessuti, oreficeria, alimentazione) di parole oggi non più usate, oltre alla trascrizione curata dalla Ferrari del Liber. Al benvenuto del direttore dell’Archivio di Stato, Luisa Onesta Tamassia, si è parlato del contesto storico e politico - gli interventi di Daniela Ferrari e Arduini - in cui si colloca la magna curia, un anno dopo la pace di Venezia, che nel 1339 pose fine ai conflitti ristabilendo l’uso della diplomazia, anche attraverso le politiche matrimoniali. E messo in evidenza la “cultura materiale”. Nel libro la storica dell’arte e studiosa dei tessuti antichi Chiara Buss parla della filiera della lana: tra i colori il beretinus, tono grigio, ma nella seta poteva virare al rosso, e il blavetus, azzurro scuro. Chiara Maggioni, studiosa di arte medievale e oreficeria, indaga le suppellettili in argento da tavola e altri oggetti preziosi: per esempio le posate cuclarium, cultellus e forzela. Lo storico della cucina Enrico Carnevale Schianca la dispensa e cantina, la dimensione conviviale del banchetto nelle sue componenti di cibo, carne e pesce, confetture (la “composta” di frutti e ortaggi, che con la sìnapris, la senape, poteva essere simile alla nostra mostarda), dolci (il confectus, di zucchero, diverse le ricette) e soprattutto dei vini: tra gli altri il moscatellum e la diffusissima vernacia.
Gilberto Scuderi
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