Incontri Fice, un grande successo

Chiusa la rassegna dei film d’essai: si spera in un rilancio della cinematografia

Film delle major e film proposti da piccoli distributori che cominciano a nascere e osare: si sono visti gli uni e gli altri agli Incontri del cinema d’essai che si sono chiusi sera. Belli e particolari gli ultimi film. Il prigioniero coreano, attualissimo, è la tragicomica storia di un pescatore nordcoreano che non si accorge di varcare il confine e viene scambiato per una spia. La protagonista di Sami Blood invece è una ragazza lappone che alleva renne, ma vuole diventare insegnante e si scontra con il razzismo nella civile Svezia per chi viene dal nord del nord. E infine Mr. Ove, un altro film svedese in cui un burbero presidente di condomini fa amicizia con una donna iraniana. I mantovani hanno poi vistoLanfranco, dedicato al nostro grande artista.

Gli Incontri della Fice agli oltre 600 accreditati, fra cui 350 esercenti, hanno proposto 28 anteprime. Non sono mancati nemmeno i filmoni delle major. Dopo Vittoria e Abdul di Stephen Frears con Judi Dench, che ha aperto la rassegna, i mantovani hanno visto gratis La battaglia dei sessi con Emma Stone e Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli con Trine Dryholm, la storia vera della cantante tedesca. E Nato a Casal di Principe di Bruno Oliviero. Gli esercenti hanno visto anche due film che sembrano destinati al successo anche in Italia: Da una storia vera di Roman Polanski con Eva Green ed Emmanuelle Seigner (01 Distribution) e Addio Christopher Robin, presentato in sala dall’amministratore delegato della Fox Italia, l’olandese Paul Zonderland. Il film racconta come è nato il successo planetario dell’orsetto Winnie the Pooh.

«È andato tutto molto bene» ha commentato ieri il presidente della Fice Domenico Dinoia, che però non nasconde i dati negativi. «Il pubblico diminuisce, nonostante gli sforzi di tutti, speriamo nei decreti attuativi della nuova legge sul cinema». Insieme a Bruno Zambardino, Dinoia ha fornito dati che colpiscono. Il 67% dei film in Italia sono Usa, solo il 17% gli italiani, inglesi e francesi sull’11%, 4,4% il resto del mondo. Nelle sale d’essai, i film europei toccano il 50%. Si fanno troppi film in Italia? Certo, ben 103 film italiani sono usciti con meno di 10 copie e solo 10 con più di 300.

Intanto resta l’eco della promessa di Carlo Verdone: «Vorrei girare un film a Mantova il più presto possibile. Sto cercando il soggetto per questa città così accogliente e teatrale». Claudio Bisio ha reso simpatico Pomponazzo. «Cara Isabella – ha detto alla Ragonese – ti chiedi chi sia la statua vicino a Virgilio. Ti accontento: un filosofo e giurista nato a Mantova nel 1462». Un risata e “Viva Wikipedia”.

Maria Antonietta Filippini

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