Accademia, un compleanno con tre giorni di celebrazioni

Il via domani al Bibiena con l’intervento del rettore della Sorbona Gilles Pécout. Previsti eventi, conferenze, cerimonie, concerti e uno speciale annullo postale

MANTOVA. Tutto è pronto per il 250° compleanno dell’Accademia, con tre giorni di celebrazioni da domani a sabato. La torta con le 250 candeline uscirà dalla pasticceria e bisognerà darle un nome. La fondazione dell’Accademia si deve all’imperatrice Maria Teresa d’Austria che il 4 marzo 1768 le diede la forma di “Reale accademia di scienze e belle lettere” dopo l’aggregazione e l’unione delle varie accademie che si erano susseguite sin da quando, nel 1562, trenta nobili mantovani avevano fondato quella degli Invaghiti, ottenendo da Cesare Gonzaga di Guastalla, figlio di Ferrante, ospitalità nel palazzo medievale che a Mantova occupava l’area oggi tra piazza Alighieri e le vie Accademia, Pomponazzo e Ardigò. Proprio dove oggi l’Accademia nazionale virgiliana ha la sede.

L’appellativo “virgiliana”, dopo l’ingresso di Napoleone a Mantova nel 1797 e la cacciata degli austriaci (che poi ritornarono), fu voluto dal generale Miollis, cultore delle lettere latine e della poesia di Virgilio. Un convegno sull’Accademia al tempo dei francesi è nei programmi di quest’anno (a fare pendant con la torta potrebbe essere la creazione di un nuovo piatto, il pollo alla Miollis, variante di quello alla Marengo). Ma il clou dei festeggiamenti sarà la tre giorni che inizia domani alle 16 con un evento d’eccezione: il professor Gilles Pécout, rettore alla Sorbona, aprirà i lavori al teatro Bibiena, il teatro accademico, con la conferenza Italiani e francesi nel Risorgimento: storia di una difficile amicizia internazionale nell’Ottocento romantico. Il ritorno all’Austria felix avverrà venerdì mattina, sempre al Bibiena, dove Peter Assmann (austriaco, direttore di palazzo Ducale) racconterà i I trecento anni di Maria Teresa d’Austria. L’imperatrice nacque nel 1717. Prima dell’intervento di Assmann ci sarà un annullo postale celebrativo. Il programma è davvero immenso, riusciamo a darne una sintesi. Oltre 20 incontri di altissimo livello, con momenti diversi come, domani dopo la conferenza di Pécout, la consegna dei diplomi ai nuovi accademici e, alle 18.30 nella biblioteca dell’Accademia, la presentazione del progetto espositivo Il tempo delle Accademie. Sabato alle 19, al Bibiena, il concerto del Quartetto dell’Accademia con musiche di Giuseppe Acerbi, Giacomo Puccini, Franz Schubert.


Tornando a venerdì, nel pomeriggio i lavori si trasferiranno nella sala Ovale: una delle conferenze sarà di Stefano L’Occaso, direttore del Polo museale della Lombardia, su Bottani e Campi artisti in Accademia nel Settecento. Sabato mattina, nella sala Ovale, l’intervento dello storico della medicina Giuseppe Armocida avrà per tema La scienza in Europa nella seconda metà del Settecento. Nel pomeriggio Sergio Genovesi (avvocato e ex sindaco di Mantova) e Marzio Achille Romani (della Bocconi) parleranno di Beccaria in Accademia: “come rendere più dolci le pene senza compromettere l’ordine pubblico” (Cesare Beccaria, l’autore nel 1764 di Dei delitti e delle pene fu accademico a Mantova). Come funzionava la sanità pubblica nei secoli passati? Gilberto Roccabianca ce lo dirà con L’Ospedal Grande di Mantova e le Riforme sanitarie nella Lombardia austriaca. L’ultimo incontro, sabato, prima del concerto, sarà di Romana Bassi su Accademie e filosofia della storia nel Settecento.

Gilberto Scuderi
 

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