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Saperi e sapori mantovani negli scatti degli studenti

Ai Tinelli di palazzo Te il progetto curato dalla fotografa Melina Mulas. Oltre duecento immagini tra piatti tipici e luoghi di produzione 

MANTOVA. Prosegue l’esperienza didattica ed espositiva che lega la fotografa Melina Mulas agli studenti delle scuole superiori di Mantova con un nuovo progetto dedicato alla tradizioni culinarie mantovane. Da domenica 4 marzo al 29 aprile, i Tinelli di Palazzo Te ospitano una raccolta di fotografie, realizzate dai giovani e creativi alunni, che danno conto di una ricerca compiuta sul cibo come gesto quotidiano, a partire dagli spazi, dall’estetica, dai saperi e sapori che ruotano attorno all ...

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MANTOVA. Prosegue l’esperienza didattica ed espositiva che lega la fotografa Melina Mulas agli studenti delle scuole superiori di Mantova con un nuovo progetto dedicato alla tradizioni culinarie mantovane. Da domenica 4 marzo al 29 aprile, i Tinelli di Palazzo Te ospitano una raccolta di fotografie, realizzate dai giovani e creativi alunni, che danno conto di una ricerca compiuta sul cibo come gesto quotidiano, a partire dagli spazi, dall’estetica, dai saperi e sapori che ruotano attorno all’universo gastronomico.

La mostra #INTAVOLA, a cura di Melina Mulas con Francesca Vischi e Gianmaria Pontiroli, presenta una selezione di oltre 200 scatti tra nature morte, still life di piatti tipici e spaccati dei luoghi di produzione alimentare e di vecchie cascine. Affiora un racconto al tempo stesso visionario e fortemente realistico di gesti e significati, di connotazioni e rituali connessi al cibo e a una tradizione culinaria di alto valore, qualitativo e storico, come quella della città di Mantova.



«Questa mostra - spiega la fotografa milanese - è il risultato di un progetto didattico che mi ha permesso di ripensare lo studio della frutta come simbolo. Nella storia dell’arte frutti, come melograno, mela, limone, compaiono ripetutamente nei dipinti, sacri e profani, come portatori di altissimo valore simbolico, fino all’evoluzione nel genere natura morta che ha portato gli elementi vegetali in primo piano, a rappresentarne bellezza formale, compositiva e caducità. Senza dimenticare le analisi fotografiche di grandi artisti come Edward Steichen e Irving Penn, molto più che nature morte.

Così il lavoro che ho compiuto sulle immagini scattate dai giovani di Mantova, intende valorizzare la bellezza di uno sguardo inesperto e disinteressato su ciò che di più semplice e misterioso, e forse anche ingiustamente trascurato, si presenta alla loro osservazione. Mentre le fotografie di piatti ottenuti dalle semplice ricette di famiglia, estratte dalla tradizione locale - quel pasto insomma che arriva in tavola tutti i giorni e che è una benedizione - sono per me la più bella risposta a MasterChef, fenomeno che ha trasfigurato il cibo in virtuosa competizione. Che sia poi Palazzo Te il grande albero su cui sono cresciuti questi frutti, luogo di immenso valore storico artistico, qui declinato a spazio di accoglienza e crescita dei ragazzi, è ulteriore motivo di felicità».

Il progetto didattico - che ha coinvolto liceo scientifico Belfiore, liceo artistico Giulio Romano, liceo delle scienze umane Isabella d’Este e Istituto tecnico Carlo d’Arco - e la mostra fotografica sono organizzati da Comune di Mantova e Centro Te col Museo Civico di Palazzo Te.