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Maestra da 50 anni. Un gala di danza celebra Genovesi

L’appuntamento è stasera al Teatro Sociale: «Ho sempre insegnato l’umiltà e guardato avanti»

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MANTOVA. Marina Genovesi festeggia stasera con un Gala di danza al Teatro Sociale i suoi 50 anni di maestra di ballo. Con quelli di oggi sul palcoscenico, e grandi scuole ospiti, ci saranno suoi ex allievi di 20, 30, 40 anni fa, fondatori di altre scuole. Una festa anche per i suoi 70 anni compiuti l’8 marzo.

Sottile, elegante, attivissima, Marina ha un carattere forte e pacato. «Ho imparato e ho insegnato l’umiltà, ho sempre guardato avanti» ci dice, mentre tante amiche vengono a farle gli auguri. Arriva anche, da Firenze, il cugino Mario Genovesi, fotografo subacqueo.

La prima scuola Marina l’aprì nel 1978, dopo la carriera con Marcella Otinelli a Roma, a cui presto preferì l’insegnamento per formarsi una famiglia con Francesco Zanini, già primario di pediatria all’ospedale di Castiglione delle Stiviere, da cui ha avuto i figli Sebastiano e Federico Adalberto.

«Fu il professor Ezio Ricci nel 1982 a chiamarmi a guidare la scuola di ballo Teatro Sociale, dove ero cresciuta anch’io, con la maestra Maria Rachmania. A lei devo tutto, perché ho potuto fare il mestiere più bello del mondo».

La scuola è nei locali del Teatro Sociale, a cui paga l’affitto, ma è privata. «Il Teatro non ha potuto avere una scuola sua, resta un sogno, come finora non produce sue opere liriche. È un problema noto». Del Sociale, Marina Genovesi è stata per due mandati nel direttivo con presidente Guido Benedini.

Quando ha iniziato a danzare Marina? «A sei anni. Fu mia nonna Selene a mandarmi al Sociale, diceva che ero l’artista di famiglia, perché dipingevo, ballavo e suonavo il pianoforte». Selene era moglie dell’avvocato Cesare Genovesi, sindaco di Mantova negli anni Venti e deputato. Una famiglia storica di Mantova (lei è cugina dell’avvocato Sergio, sindaco negli anni ’90 e figlia del filosofo Adalberto) che viveva nel palazzo di via Principe Amedeo. Marina si diplomò alla scuola del Teatro Olimpico di Vicenza con la maestra Vanna Busolini, prima ballerina della Scala. Poi, a Parigi, prese l’abilitazione all’insegnamento (1° grado superiore) dell’Afmdc (associazione maestri di danza classica). «Io amo moltissimo i maestri francesi e quelli russi per il loro rigore, dai loro ho appreso il metodo Vaganova - ci racconta -. Poi ho collaborato con maestri, come Roberto Fascilla che verrà al Sociale per il 50°».

«L’allievo deve superare il maestro, ma rispettarlo – ci dice - Io insegno il rispetto, per se stessi e per gli altri: è la base della danza classica. L’altro mio motto: non c’è arte senza scuola, ma non c’è scuola se non sfocia nell’arte».

Nei corridori della scuola vediamo tante bimbette di 4, 6 anni, con la calzamaglia rosa, nella sala ci sono le adolescenti che sfilano sulle punte, con una grazia che incanta.

«Se noto delle potenzialità, mi impegno al massimo per ciascuna di loro. Le accompagno ai concorsi, le preparo per la selezione delle accademie. Altre decidono di restare a Mantova per il liceo e continuano danzare per passione. Alcune anche da adulte».

E così stasera, al Sociale, allo spettacolo presentato da Michele Nocera, si esibiranno Linda Previdi e Francesca Tondelli, per il “Passo d’addio” e le giovani soliste Zagana Capilupi, Briana Irimia, Scaravaggi, Adriana Marinell e Margherita Bianchi. Tutta l scuola - 130 elementi - aprirà la serata con musiche di Verdi e concluderà con Giulietta e Romeo, coreografia di Giorgio Colpani.

Gli ex allievi di Marina Genovesi presenti stasera saranno Pietro Mattioli (Studio Arte movimento di Marmirolo), Giovanna Venturini e Greta Bragantini (coreografe di Iuvenis Danza di Villafranca), Francesca Ponti (con la sua scuola di Porto Mantovano), Francesca Stopazzola (Stop Ballet, Mantova), Jenny e Manuela Dal Seno (Artedanza di Montagnana, Padova), Giulia Carra e Sara Ongaro (Dance Body Sport di Curtatone) e Rossella Sottili (Il Balletto di Gonzaga).

«Ci saranno poi grandissime scuole ospiti, che ringrazio – annuncia Marina - sono tra le migliori d’Italia e da anni collaborano con me, tra loro Principessa Dancing School, fondata da Maria Antonietta Berlusconi».

Maria Antonietta Filippini


 

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