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L’arte per una nuova civiltà: Pistoletto espone in Ducale

Il "Terzo Paradiso"

Dal 23 marzo venti opere del grande artista nell’Appartamento della Rustica. Nel Cortile della Cavallerizza la spettacolare installazione “Terzo Paradiso”

MANTOVA. Michelangelo Pistoletto intreccia le mani, destra e sinistra si uniscono e creano qualcosa di diverso. Un’unione. Siamo a Palazzo Ducale, nell’Appartamento della Rustica alla presentazione della mostra di Pistoletto che sarà inaugurata giovedì 22 alle 18. In una sala un’opera raffigura a grandezza naturale una mano con l’indice in cerca di un contatto. Un piccolo specchio la riflette e le due dita si toccano: è la Creazione, come nella Cappella Sistina.

Dal corridoio lanciamo uno sgu ...

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MANTOVA. Michelangelo Pistoletto intreccia le mani, destra e sinistra si uniscono e creano qualcosa di diverso. Un’unione. Siamo a Palazzo Ducale, nell’Appartamento della Rustica alla presentazione della mostra di Pistoletto che sarà inaugurata giovedì 22 alle 18. In una sala un’opera raffigura a grandezza naturale una mano con l’indice in cerca di un contatto. Un piccolo specchio la riflette e le due dita si toccano: è la Creazione, come nella Cappella Sistina.

Dal corridoio lanciamo uno sguardo giù nel Cortile della Cavallerizza. Lo spettacolare Terzo Paradiso riformula sul prato il segno matematico dell’infinito, riproponendo il tema della diversità da cui nasce qualcosa di nuovo, come dal blu e dal giallo, mescolati, nasce il verde. «La parola paradiso deriva dall’antico persiano e significa giardino protetto» dice Pistoletto. Giardino come artificio, opera protetta dalle intemperie. Ma, con tecnologie avanzate abbinate a comportamenti dissennati, gli artifici umani hanno fatto anche dei disastri. «Serve un terzo stadio: il Terzo Paradiso – ribadisce Pistoletto – è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura».

Pistoletto con Fortunato D'Amico e Gianfranco Ferlisi

Uno più uno non fa due ma tre. Maschio e femmina generano un figlio o una figlia, o dei gemelli moltiplicando le possibilità. Il tema dei due elementi diversi e talvolta contrapposti si ripresenta in altre opere. Il tema dello specchio pure. A specchiarsi sono una statua del Buddha, un inginocchiatoio, un tappeto da preghiera rivolto in direzione della Mecca, le due Tavole della Legge. Le religioni si rispettano. Anche noi uomini e donne ci specchiamo, in attesa del Giudizio possiamo giudicare noi stessi, siamo di fronte alle nostre responsabilità. Le superfici specchianti sono dipinte, verniciate, serigrafate, sono supporti per collage, diventano acciaio inox tirato a specchio.

«L’arte è lo specchio del mondo. Ma dopo che abbiamo capito cos’è il mondo attraverso lo specchio, dobbiamo girarci verso il mondo e dall’ideale passare alla pratica» dice Pistoletto. La dichiarazione indica «l’arte come elemento essenziale per il cambiamento della società». Il titolo della mostra è esemplare: Da Cittadellarte alla Civiltà dell’Arte. Cittadellarte – a Biella, dove Pistoletto è nato nel 1933 – è l’ex opificio tessile diventato grande laboratorio della Fondazione Pistoletto, frequentato da centinaia di giovani di ogni parte del mondo.

Michelangelo Pistoletto con Peter Assmann

“Cittadella” è anche il luogo fortificato a difesa, nel nostro caso a difesa dell’arte. Il passaggio alla “civiltà” – nel titolo della mostra – segna l’apertura dell’arte verso il mondo. Per trasformarlo. «L’arte – dice ancora Pistoletto – prende in mano le redini del pensiero, diventa attiva, libera e responsabile. Pensiamo che l’arte possa portare a una nuova civiltà, da realizzare tutti insieme». A cominciare dai più giovani: a disposizione del pubblico scolastico si svolgerà un percorso didattico, curato dai Servizi educativi del Complesso museale Palazzo Ducale, intitolato Ritratti allo specchio e il 14 aprile sarà organizzata una giornata formativa per studenti di licei e università in collaborazione col Museo del Castello di Rivoli.

Alla Rustica, procedendo nella mostra, ecco in una sala rappresentato il Mediterraneo, con intorno numerose sedie, una per ogni Paese che vi si affaccia. In poco meno di 500 mq sono esposte una ventina di opere, grandi e meno grandi, datate dal 1960 a oggi. Il catalogo della mostra, curato da Peter Assmann, Fortunato D’Amico e Sergio Pajola, è in stampa da Publi Paolini. Oltre a quelli dei curatori, propone scritti di Renata Casarin, Marco Farano, Gianfranco Ferlisi, Antonio Mazzeri, Paolo Naldini, Giuliano Vallani, Anna Pironti. La mostra è frutto della collaborazione tra Complesso museale Palazzo Ducale, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Moz-Art arte contemporanea.

Dopo l’inaugurazione di giovedì 22 alle 18, la mostra resterà aperta dal 23 marzo sino al 12 giugno nell’Appartamento della Rustica con ingresso dal Giardino dei Semplici e nel Cortile della Cavallerizza. L’orario, da venerdì a domenica, è dalle 10 alle 18. Martedì 12 giugno ci sarà un evento di chiusura, a sorpresa. Biglietti: 10 euro da acquistare all’ingresso, 5 euro sotto i 18 anni e per chi è già in possesso del biglietto cumulativo al Ducale. Info 0376-352100.