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Rodchenko, nelle foto la rivoluzione russa

Inaugurata la mostra a Palazzo Te: una raccolta di scatti del maestro dell’avanguardia sovietica

Giulia Biumi
2 minuti di lettura

La rivoluzione russa negli scatti di Rodchenko

MANTOVA. Inaugurata a Palazzo Te la mostra fotografica Alexander Rodchenko. Revolution in photography dedicata al grande maestro russo, considerato vera e propria pietra miliare dell'avanguardia sovietica del XX secolo, famoso non solo per la fotografia, ma anche per la pittura e la grafica. Presenti il sindaco Mattia Palazzi, Olga Strada, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Mosca, il vicedirettore del Multimedia Art Museum Moscow Sergey Burasovsky e Vadim Khmel, addetto del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano.

Oggi, 28 marzo, si è svolta anche l'anteprima stampa, sempre a Palazzo Te alla presenza dell'assessore all'urbanistica Andrea Murari, del consigliere comunale Giovanni Pasetti e del direttore del museo civico di Palazzo Te Stefano Benetti, Strada e Burasovsky hanno parlato della figura di Rodchenko esaltandone le qualità artistiche e la capacità di rappresentare attraverso l'arte della fotografia in bianco e nero, un evento storico di grande portata come la rivoluzione russa, che ha condotto all'uccisione dell'ultimo zar Nicola II assieme a tutta la sua famiglia e alla nascita dell'Unione Sovietica nel 1922.

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«Siamo molto soddisfatti e orgogliosi di tutto il lavoro che è stato fatto, nonostante le tempistiche non siano sempre state dalla nostra parte - hanno commentato tra gli applausi -. Alexander Rodchenko ha illustrato la rivoluzione russa e le sue conseguenze attraverso una prospettiva del tutto nuova, occupandosi di politica non dal punto di vista partitico, ma focalizzandosi sui problemi legati alla società e al concetto di cittadinanza. Rodchenko ha inoltre reso la fotografia un'arte nel vero senso della parola perciò le sue opere meritano di essere ricordate e, soprattutto, richieste dai più importanti musei del mondo, dal MoMa di New York, al Centro Georges Pompidou di Parigi fino al complesso museale londinese Tate».

Tuttavia, non si è scordato di elogiare l'artista, esponente dell'avanguardia sovietica, anche per il suo senso della modernità: «Ritengo che Rodchenko avesse una capacità straordinaria di percorrere varie epoche storiche senza tradire disagio - ha spiegato ancora Olga Strada -. Non per niente, alcune tra le 150 immagini esposte a Palazzo Te riecheggiano nei lavori di altri artisti. Un esempio è la fotografia Ragazza con una Leica, opera risalente al 1934 che ha influenzato anche Jean Luc Sieff in aspetti tecnici come la luce e la prospettiva.

Sergey Burasovsky si è invece occupato della crisi personale vissuta da Rodchenko dopo la morte di Vladimir Majakovskij, poeta, scrittore e drammaturgo, considerato uno dei cantori della rivoluzione d'ottobre, scomparso nel 1930. «Questo fa capire quanto tenesse, anche sotto l'aspetto umano, ai protagonisti di quell'epoca di grandi cambiamenti» ha commentato. Majakovskij fu infatti arrestato e poi rilasciato dalla polizia zarista per ben tre volte. Tante sfaccettature per un solo artista, un artista che ha contribuito ad influenzare quasi un intero secolo attraverso il potere dello scatto della macchina fotografica.


 

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