Fu la prima stella Michelin mantovana

Il nome legato ai Nouvenne, il successo a Tommaso Bellintani

Un ristorante ricco di storia, quello di vicolo San Longino, più volte raccontata sulle pagine della Gazzetta da Renzo Dall’Ara. Nasce come osteria con locanda nel 1803, aperta da Giuseppe Rossetti, giunto a Mantova dalla Val Rendena, con il nome “Ai due segantini”. Diventa “Ai Garibaldini”, chiaramente, molti anni più tardi, grazie a Napoleone Nouvenne, che fu con l’eroe dei due mondi a Bezzecca. La sua famiglia gestisce l’attività fino al 1946 - nel 1921 ci passa anche Virginia Woolf - quando subentra Giulio Mazzocchi. Nel 1950 ecco entrare Cesarino Dall’Asta e Tommaso Bellintani che poco dopo, rimasto solo, comincia a scrivere la grande storia del ristorante. In cucina Rino Tedeschi, in sala Wladimiro Ghisi, ed ecco Ai Garibaldini diventare una tavola ricercatissima, tra le prime in Italia ad ottenere la stella Michelin (introdotta in Italia nel 1959 dalla Guida Rossa che esordì, invece, nel 1956). Nelle sue sale si fermano tutti i grandi nomi di passaggio in città. Un tavolo pressoché sempre riservato è quello nella seconda sala, appena dentro a destra: per Giovanni Nuvoletti e Clara Agnelli. Paola di Liegi apprezza la carbonata, ma i piatti che fanno la storia del locale sono il risotto Picon, gli Agnolini Dolce Vita, i cannelloni alla Nizzarda, i filetti di sogliola Cardinale. Tommaso Bellintani rimane al timone fino al 1980, poi comincia un’alternanza di gestioni spesso brevi, non tutte memorabili, con poche eccezioni, come quella di Daniela Bellintani e Fernando Aldegheri, oggi alla Locanda delle Grazie.

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