Dopo Carosello i bambini a letto. Storie di mantovani tra televisione e pubblicità

Da Lubiam a Pennelli Cinghiale di Cicognara all'ostigliese Roberto Gavioli con la sua Gamma Film

MANTOVA. Carosello è diventato un francobollo, come regalo per i suoi 60 anni. I filatelici del Circolo filatelico numismatico mantovano già sapranno tutto, per gli altri aggiungo la tiratura: un milione e 600 mila esemplari, che riproducono lo storico monoscopio in bianco e nero, apparso per la prima volta nelle case degli italiani alle 20.50 di domenica 3 febbraio 1957. Se eravate allora bambini, ricordate “e dopo Carosello, tutti a nanna !”, diventato segnale nazionale, capace di raccogliere fino a 19 milioni di ascolti.

Palcoscenico televisivo irrinunciabile: la Lubiam si rivolgeva nel 1966 alla Gamma Film e affidava il suo messaggio a Pierino, bambino terribile, che acquistava una voce celebre, quella del grande imitatore Alighiero Noschese, per cambiare il mondo e farlo “diventare in L”, ovviamente Lubiam.


Nel 1967 - 68 l’idea di umanizzare Pierino nell’allora minidivo Roberto Chevalier (poi attore e famoso doppiatore), più Roberto Tobino, futuro Gringo, carne Montana, durava poco e si ritornava al primitivo monello.

Successo pieno e senza cambiamenti per la Pennelli Cinghiale di Cicognara, che nel 1977 si affidava al pubblicitario Ignazio Colnaghi, creatore del famoso imbianchino (attore Vincenzo De Toma) in bicicletta con ruotine e un enorme pennellone sulle schiena, nel traffico milanese.

Fermato da un ghisa (vigile, voce famosa di Carlo Bonomi) alla scusante sua che per una parete grande ci voleva un pennello grande, otteneva la risposta che invece occorreva un grande pennello, ovviamente Cinghiale. De Toma è morto, non però lo spot, ormai quarantenne, per un’azienda fondata nel 1945.

Ebbene, nella sua lunga vita giornalistica capitava al cronista vostro di incontrare a Milano la Gamma Film, vale a dire Roberto Gavioli, classe 1926, che gli raccontava delle radici mantovane della sua famiglia, di ascendenze a Ostiglia.

Si erano trasferiti per un periodo a Mantova per emigrare poi a Milano: “Ricordo di aver giocato nella piazzetta dietro la basilica di San’Andrea”.

Con il fratello Gino, maggiore di tre anni, fondava nel 1953 la Gamma Film. Nella squadra, oltre a Gino, grande illustratore e creatore di storie, poteva includere Paolo Piffarerio per i disegni e Alfredo Danti per i testi.

Dire che Carosello è nato con loro non è certo esagerato e basterà ricordare i personaggi creati dalla Gamma: “Ulisse e l’Ombra” (1959), “Caio Gregorio er guardiano der Pretorio” (1960), “Duco e Tone” (1961), “Pallina” (1961), “Babbut, Mammut e Figliut” (1962). E ancora “Vitaccia cavallina” (1962) con il cavallo al quale “mancava sempre la parolina”; “Capitan Trinchetto” (1965), “Oracolo e Andrea in Tacabanda” (1968).

Chiesto a Gino Gavioli per quale avesse una preferenza, la risposta è stata “Cimabue”, quello con “Frate notizia”, del 1972.

I Gavioli e la Gamma Film ottenevano la Palma d’oro al Festival di Cannes, nel 1965 e tanti altri riconoscimenti in tutto il mondo, richiamando perfino l’attenzione, interessata, della Walt Disney.

Il francobollo è senz’altro anche per loro.


 

Video del giorno

Omnia Mantova - Nella casa intatta di Osanna Andreasi

La guida allo shopping del Gruppo Gedi