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Giovane promessa del ballo: la 12enne Anita fa il pieno di premi

Marina Genovesi ha scommesso su di lei sin da subito. Il baby-talento colleziona applausi da Firenze a Verona

MARIA ANTONIETTA FILIPPINI
2 minuti di lettura

MANTOVA. È uno scricciolo sorridente, quando si muove vola e si distende nelle armoniose posizioni di danza come se fossero naturali e non il risultato di ore e ore di esercizio tutti i giorni.
Anita Scaravaggi, dodici anni, di Sustinente, è una promessa del ballo, ha vinto il premio dedicato da Silvio Berlusconi alla sorella Maria Antonietta, che aveva creato la famosa “Scuola Principessa”.
Non è certo l’unica ballerina mantovana, ma i premi sono premi e confermano l’idea che Marina Genovesi si era fatta subito, quando la mamma a otto anni la portò alla Scuola Teatro Sociale. «Questa bimba ha talento» si era detta la maestra Genovesi e cominciò a impostarla.
Tutto era cominciato quando Anita di anni ne aveva quattro e nella favola di Pinocchio a Sustinente aveva interpretato il Grillo parlante. Lei è un grillo ancora adesso, alta 1,53, minuta, pesa 37 chili, tutta muscoli sottili, grazia incantevole e carattere che però nasconde con naturalezza dietro uno sguardo quasi birichino.

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«Io insegnavo alla scuola materna - ci racconta la mamma Maddalena, 38 anni - e organizzavo piccole cose adatte ai bambini, come battere il ritmo su musiche semplici e alzare le braccia sventolando un fazzoletto. Da ragazzina anch’io avevo studiato danza, a Reggio Emilia e poi a Mantova, proprio con Marina Genovesi. Così, dopo il Grillo di Pinocchio, quando ho visto che Anita voleva ballare per un po’ le ho insegnato io, ma visto che ci teneva sempre più, a otto anni ho pensato a una esperienza professionale, a Mantova».

E a quel punto è cambiata anche la vita di Maddalena, per accompagnare Anita. Il papà Fabrizio lavora nei trasporti eccezionali alla ditta Cts Logistics di Cittadella. Nei fine settimana, quando c’è un concorso, porta Anita e poi si commuove quando finalmente si esibisce, dopo ore di attesa. E di recente ne ha vinti diversi, a Firenze, Verona. E poi c’è il fratellino di nove anni, che ha la sua passione anche lui, il calcio, ed è stato selezionato dal Chievo.
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La vita di Anita è scandita dalla danza: «Sveglia alle sei, si va a Mantova alla scuola media Bertazzolo, poi la danza, ritorno a casa alle 18-18.30, la cena e poi i compiti. Ma le piace, ama anche disegnare - racconta la mamma -. Proprio per la scuola abbiamo rinunciato all’Accademia di danza di Berlino, dove era stata ammessa e c’era il collegio. Era stata selezionata anche per la scuola della Scala, a Milano l’avremmo mandata, ma hanno chiuso il convitto e ci sembrava troppo piccola per vivere in una stanza in affitto».

Marina Genovesi ha continuato a presentarla ai concorsi, come fa con le allieve migliori. Il premio Maria Antonietta Berlusconi sembrava un azzardo: seicento concorrenti. «Era stata scelta per la coreografia di Luciano Cannito dedicata alla memoria di Maria Antonietta Berlusconi, sembrava già un sogno. Invece alla sera ha vinto anche il premio Mab. In giuria c’erano Roberto Fascilla e Carla Fracci».



 

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