Omaggio a Lanfranco, il viaggiatore del pensiero

Disegni, dipinti e sculture: domenica a San Benedetto Po l’inaugurazione della mostra a cura di Gianfranco Ferlisi

Lanfranco da Zanini. Da domenica fino al 30 gennaio 2019 la Galleria Zanini Arte ospita la mostra del maestro Lanfranco “Il viaggiatore del pensiero”, a cura di Gianfranco Ferlisi e con il patrocinio del Comune.

Al vernissage, in programma alle 17.30 di domenica, interverrà anche Vittorio Spampinato, direttore di Ca’ la Ghironda, che dall’aprile all’ottobre 2017 ha proposto un’importante esposizione del pittore di Quingentole.


Ora è la volta degli Zanini che a Lanfranco dedicano l’evento più importante dell’anno: la mostra del periodo natalizio, che è diventata un appuntamento tradizionale dell’attività della Galleria. La sala più ampia della sede accoglie le numerose opere del maestro, in prevalenza disegni e pitture, ma anche sculture, che dalla prima produzione degli anni Cinquanta arriva fino al termine del Novecento, proponendo tutto il percorso artistico di Lanfranco.

Grandi quadri con gli splendidi accostamenti cromatici del maestro, insieme ad opere più piccole ma rivelatrici di stili e di intuizioni che sarebbero stati sviluppati da artisti successivi.

L’esposizione dà ragione delle definizioni con le quali i critici hanno voluto contrassegnare l’arte di Lanfranco, specialmente quella di essere un esponente del filone surrealista, ma anche del giudizio che l’artista stesso ha dato di sé. «Sono nato con un dono naturale – ha confidato in un’intervista degli anni scorsi – quello di essere un visionario, cioè di aggiungere sempre un po’ di fantasia a tutto ciò che si dice reale». Anche il titolo della mostra, come ha spiegato Davide Zanini che, insieme al padre Arturo, alla madre Denis e al fratello Alfredo, gestisce la Galleria, proviene da un’espressione usata da Lanfranco per valutare la sua attività. Lui che è pittore, scultore, disegnatore, poeta e scrittore di varia prosa, non meno creativa che filosofica e saggistica, ha detto di sé: «Non sono un pittore, nel termine tradizionale della parola, sebbene abbia dipinto centinaia di quadri. Sono piuttosto uno che cerca sempre la stessa cosa: che cos'è la vita, è reale o irreale, siamo esseri della terra oppure siamo creature dell'universo. Questo è il mio tema: “L’uomo questo infinito”». È un viaggio che Lanfranco ha intrapreso fin da ragazzo, quando nelle strisce di Flash Gordon, pubblicate sul periodico “L’Avventuroso”, aveva incontrato i primi temi fantastici, che avranno una grande importanza nella sua formazione iconografica. È una ricerca, che poi ha perfezionato negli studi, prima all’Accademia Belle Arti di Bologna e poi a Milano, e di cui continua a fare dono al pubblico nelle sue opere, esposte più volte in Italia e all’estero. —

Oriana Caleffi

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