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La notte di Chagall conquista il pubblico, boom di ingressi per il tour gratuito

Chiude la mostra. Palazzi: "Sfioreremo i 75 mila paganti". E dalle 19.30 in centinaia i mantovani in coda per entrare

Gilberto Scuderi
2 minuti di lettura

MANTOVA. Luna nuova. Qualche goccia di pioggia. Tanti ombrelli aperti. Dall’ingresso del Palazzo della Ragione la fila va alla Cervetta, poi fa la curva e si perde sotto i portici Broletto verso piazza Sordello. Sono centinaia i mantovani che entrano da Chagall prima che a mezzanotte l’Orologio della Torre dica che la mostra è finita.

“Come nella pittura così nella poesia” ha chiuso con un’apertura straordinaria. Lieto fine con ingresso gratis dalle 19.30 alle 24. Un regalo ai mantovani per tuffarsi nell’arte, ultima chance per immergersi in oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei sette teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca, che in Italia non si vedevano da vent’anni.

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Un’esposizione curata da Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria statale Tret’jakov di Mosca, promossa dal Comune di Mantova, organizzata e prodotta con la casa editrice Electa, compreso il Catalogo. Con La notte di Chagall, titolo dell’evento gratuito di ieri, a botteghino chiuso si tirano le prime somme. I numeri definitivi verranno dati sabato in conferenza stampa. Il sindaco Palazzi anticipa: «È stato un successo oltre le aspettative. Sfioreremo i 75mila ingressi paganti».

Dall’inaugurazione, il 5 settembre, sono trascorsi cinque mesi. Periodo di autunno e inverno in cui il turismo va sollecitato perché le nebbie e gli umidi padani non lo incoraggiano. «Volevamo portare il turismo a Mantova in mesi solitamente scarsi» dice il sindaco. Obiettivo centrato. Numero più numero meno, i visitatori sono stati 15mila al mese, una media – considerata la chiusura nei lunedì – di circa 550 persone al giorno. Con punte di 1500 e picchi di 1800 nelle giornate più fortunate. Una manna per l’economia della nostra città, alberghi, ristoranti, residence, bed & breakfast, bar, negozi del centro storico. Senza contare l’investimento per il futuro, la visibilità di Mantova sulla scena del turismo internazionale e nel panorama dell’arte. Palazzi non nasconde qualche amarezza. Il sassolino: «Spiace che ci sia sempre qualcuno che provi a danneggiare i successi della città, come l’on. Zoletti».

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Si riferisce all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato M5s Alberto Zoletti al ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli contro l’affidamento della mostra a Electa Mondadori (“Gazzetta di Mantova” 20 dicembre e 25 gennaio). «Ma fa niente, noi andiamo avanti – prosegue Palazzi – e tra poco annunciamo la seconda mostra a Palazzo della Ragione». Quale? Per saperlo bisogna attendere la conferenza stampa di sabato. Intanto ringrazia Giovanni Pasetti (vedi articolo in pagina), il direttore dei musei civici Stefano Benetti (ora a Forlì), la dirigente del settore cultura del Comune Annamaria Sposito, le guide turistiche e le associazioni che hanno contribuito all’ottimo risultato. Alle 21 ieri sera erano entrare 550 persone e, all’esterno, attendevano altre 800 circa .

«La nostra linea – conclude Palazzi – è mostre pensate e prodotte per Mantova, non mostre che girano in dieci città». Ieri a Palazzo della Ragione i visitatori paganti sono stati 1363. Poi, gratis dalle 19.30 a mezzanotte, centinaia.
 

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