Mantova alla riscoperta di Lazzarini: i “vinti” come metafora della vita

Da settembre a ottobre la mostra dislocata in sei sedi sull’artista poliedrico scomparso nel 2010

MANTOVA. Dagli anni ‘50 le opere di Cesare Lazzarini sono state esposte in rassegne personali e collettive italiane e straniere ottenendo premi e consensi di pubblico e di critica. Dopo la Biennale di Venezia del 1956, l’artista nel 1959 vince il primo premio Crogiolo d’Oro di Vicenza. Negli anni ‘60 collabora con il Gruppo 63 a Bologna, dove nel 1967 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti. Fra tutte le manifestazioni a cui Lazzarini è invitato dagli anni Settanta, si ricordano le interpretazioni artistiche dell’Eneide, delle Bucoliche e delle Georgiche nell’ambito del Bimillenario Virgiliano (1981) e la personale “Mantova: una città e la sua memoria” (Palazzo della Ragione, 1985). Lazzarini si dedica al contempo all’insegnamento di discipline storico-artistiche in diverse scuole della città e della provincia, arricchendo la propria esperienza artistica con sperimentazioni didattiche diverse.

I VINTI


Chi sono i vinti? «Tutti quelli che non hanno nome né voce e soffrono per ragioni che non riescono a spiegarsi: mio padre ha trascorso la vita a interpretarne il dolore. Dai tempi più remoti alla seconda guerra mondiale e oltre. Un’agghiacciante serie di morti. Una riflessione totale anche attraverso la letteratura, la grande poesia e le sacre scritture» dice Isabella Lazzarini, figlia di Cesare cui l’anno prossimo, in settembre e ottobre, sarà dedicata una grande mostra intitolata “Dalla parte dei vinti” a cura di Isabella Lazzarini e Cristiano Ferrarese. Il calendario è già definito. Le sedi di esposizione saranno sei, tutte in città.

LA MOSTRA Al DUCALE

La mostra “Dalla parte dei vinti” si aprirà a Palazzo Ducale il 5 settembre 2019 con “Lazzarini e il testo”. Accompagnata da un ciclo di conferenze di Renata Casarin, nella Galleria sarà esposta fino al 28 settembre una selezione di opere conservate nella Reggia dei Gonzaga e di disegni privati sulle interpretazioni visive dell’artista relative ai testi di letteratura classica e contemporanea: statue di ferro battuto e di terracotta policroma, pannelli a sbalzo su rame di grandi dimensioni – tra cui il grande pannello dedicato a una serie di tragedie shakespeariane esposto nel 1956 alla Biennale di Venezia – e quadri a olio, disegni, lucidi, bozzetti e libri con disegni.

S. MARIA DELLA VITTORIA

Dal 13 settembre al 12 ottobre, con allestimento di Daniela Rosi, Santa Maria della Vittoria aprirà con “Lazzarini e l’Apocalisse”, il ciclo di tempere e di chine e matite dedicato negli anni 2000 dall’artista all’Apocalisse di Giovanni, di proprietà della famiglia: «L’aberrazione del Male che porta a Dio» dice la figlia Isabella.

MUSEO DIOCESANO

I testi sacri, nel loro sviluppo artistico frutto di una riflessione laica di Lazzarini. Dall’8 al 29 settembre il confronto dell’artista con la passione del Cristo sarà al Museo diocesano, una selezione degli oli del ciclo cristologico donati al Museo, uniti a una scelta dei disegni sui Vangeli, ancora di proprietà della famiglia. «Nei Vangeli il bianco e nero afferma il lato oscuro di Gesù, il dolore che il figlio di Dio e dell’uomo deve affrontare. Al di là della sua natura divina, Gesù nel calvario soffre al pari di ogni essere umano» afferma Isabella Lazzarini.

ACCADEMIA VIRGILIANA

Dal 15 settembre al 15 ottobre “Lazzarini e Virgilio” sarà in Accademia Virgiliana: la valorizzazione dei cicli disegnati dall’artista, in collaborazione con gli accademici Serafino Schiatti e Maria Grazia Fiorini Galassi nel 1981 durante il Bimillenario Virgiliano: l’Eneide, le Georgiche e le Bucoliche (ancora di proprietà della famiglia). A celebrazione del genetliaco di Virgilio concluderà l’esposizione il 15 ottobre una conferenza di Salvatore Monda sulle interpretazioni grafiche di Lazzarini dell’opera virgiliana nel contesto delle rappresentazioni visive novecentesche di Virgilio. Qui i vinti sono Creusa, Didone, Anchise, Turno e altri.

ARCHIVIO DI STATO

“Lazzarini e la scuola” sarà il tema in Archivio di Stato di Mantova dal 7 al 28 settembre. L’Archivio possiede l’intero archivio didattico dell’artista, fatto inventariare dalla direttrice Luisa Onesta Tamassia a cura di Monica Benini. Su questi materiali da anni lavora una équipe composta da Monica Ferrari, Federico Piseri e Matteo Morandi. Una parte di questi materiali sarà esposta nella Sacrestia dell’Archivio, in via Dottrina Cristiana.

ISTITUTO STORIA CONTEMPORANEA 

Dal 7 al 28 settembre l’Istituto mantovano di storia contemporanea ospiterà la mostra “Dalla parte dei vinti”: il titolo generale della mostra viene infatti proprio dal titolo di un’esposizione alla fine degli anni ‘80, a Mantova e a Zagabria, di una selezione di questi disegni: al Centro Baratta, nella sala Impastato (delle Colonne) verrà esposta una selezione delle chine sulla storia d’Italia (dalla fine dell’800 alla seconda guerra mondiale), donate a suo tempo all’Istituto. Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto italiano di storia contemporanea, interverrà alla inaugurazione.
 

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