Luca e Carla, una pensione solo apparente: il loro futuro sarà ancora in mezzo ai libri

I Nicolini lasciano la Coop Nautilus e raccontano il lungo percorso che ha portato anche alla nascita del Festivaletteratura 

MANTOVA. Galeotto fu un esame. Luca Nicolini e Carla Bernini frequentavano entrambi l’Università di Bologna, lui iscritto a Storia, lei a Filosofia. La prova di Storia della filosofia è particolarmente ostica e Luca chiede a Carla di aiutarlo nella preparazione («ce n’erano anche altre, ma erano più brutte», scherza lei). Forse quell’esame, poi brillantemente superato, è uno dei mattoncini che hanno portato alla costruzione del Festivaletteratura. Sì, perché tra Luca e Carla è poi nato l’amore ed entrambi sono tra i “magnifici sette” del comitato che ha creato l’evento settembrino. Da allora, insieme, hanno scritto un pezzo di storia del mondo librario mantovano, seguendo cicli che, curiosamente, durano ciascuno all’incirca tre lustri. Ed è proprio il ciclo attualmente in corso che sta per chiudersi: dal primo di luglio Luca andrà in pensione (Carla lo è già da un paio d’anni, anche se capita spesso di vederla in negozio) e lascerà la libreria Coop Nautilus di piazza 80° Fanteria.

Torniamo alla fine degli anni Settanta, precisamente nel febbraio del 1979. Sotto i portici del condominio Ariston c’è la libreria Greco, che in quel mese diventa libreria Nicolini. Alfio Greco, chiamato da tutti “il Maresciallo” riapre poi in via Mazzini prima di vendere l’attività a Renato Cervi. Sono tempi in cui ancora le piccole e medie librerie hanno uno spazio vitale, ma già le dimensioni assumono una certa importanza. Ecco, allora, che i Nicolini e Cervi studiano la possibilità di allearsi. In piazza 80° Fanteria c’è un grande e storico negozio d’abbigliamento, dapprima Fanny, poi Heremitage, che da tempo è sfitto. La nuova libreria nasce proprio lì, nel 1994, e si chiama Nautilus. Un simbolo, che è anche quello attuale, disegnato dall’artista Carlo Bondioli Bettinelli. «E proprio nel giorno dell’apertura - raccontano Luca e Carla - abbiamo saputo che il Maresciallo era morto, quasi chiudendo il cerchio della sua avventura libraria».


Sono gli anni in cui nasce il Festivaletteratura, ma anche anni di profonda e rapida evoluzione del settore. «In questi quarant’anni è cambiato tutto» dicono Luca e Carla. Così, dopo che Renato Cervi se n’è andato in pensione, sempre dopo 15 anni e sempre interpretando i segni dei tempi, i Nicolini trovano un accordo con Librerie Coop e nel 2009 nasce Coop Nautilus. «Abbiamo deciso perché Librerie Coop è una catena sui generis, presente in grandi centri commerciali ma anche nei centri storici, ad esempio a Bologna con Ambasciatori e Zanichelli - sottolineano Luca e Carla -. E al lavoro vuole dei librai, non degli addetti di libreria».

Chiariamo la differenza: «Molte catene vogliono solo dei meri esecutori, che seguono il mercato e spingono i best seller battezzati come tali dagli editori - spiegano i Nicolini -. Ma se conosci il territorio e riesci a interpretarne le dinamiche, i best seller li puoi anche creare, magari pescando delle perle tra i piccoli editori e instaurando un rapporto con i lettori, che vogliono sentirsi consigliati». Proprio questa è la strada che si può imboccare facendo i conti con il futuro tecnologico. «Il problema non sono gli ebook - rilevano Luca e Carla -, ma le vendite on line. E se Amazon ragiona per algoritmi, i librai possono rispondere con la professionalità e la capacità di relazionarsi con la clientela».

In questi quarant’anni, due situazioni hanno reso Nicolini particolarmente orgoglioso: «La prima è la creazione, negli anni Ottanta, della Cooperativa librai mantovani, assieme ai tanti colleghi di allora, da Di Pellegrini a Sereni, a Bernardelli. Punte di diamante, la gestione del bookshop della mostra su Giulio Romano del 1989, al Te e al Ducale, e poi di quello del Festival. In molti si sono chiesti come mai dei singoli commercianti si accordassero per organizzare qualcosa di esterno alla propria azienda, ma il bello sta proprio nel fare rete con altre persone, con piacere e voglia di lavorare insieme e fare il bene della propria città». Un meccanismo che ha raggiunto l’apice con la nascita del Festivaletteratura, nel 1997. Il secondo motivo d’orgoglio. Un evento che ha fatto scuola, facendo di Mantova la città dei Festival e aprendo la strada a manifestazioni “copia-incolla” in tutta Italia. «Ma a Mantova rimane qualcosa di diverso, di speciale - sottolineano Luca e Carla -. in base alle richieste, anche insistenti, e alle segnalazioni che ci arrivano dagli addetti ai lavori, si capisce che siamo un punto di riferimento».

Anche in questo caso, ci sono radici nel passato, nomi che ritornano. «Mi sono laureata in filosofia - ricorda Carla - e, tornata a Mantova, ho subito ottenuto una supplenza. E ho capito che l’insegnamento non era la mia strada». Viene assunta da Gaetano Greco, figlio del “Maresciallo” Alfio, che aveva aperto un negozio di giochi didattici, “E se giocare fosse una cosa seria...”, per allestire il reparto dei libri didattici. E nel 1976, una tantum, va in scena “Mantova città favolosa”, una tre giorni che vede arrivare, tra gli altri, Gianni Rodari, Toti Scialoja, Pinin Carpi, Bruno Munari, con eventi a ogni angolo di strada. «E quando è nato il Festivaletteratura - rivela Carla - sono entrata nel Comitato proprio per creare eventi dedicati ai più piccoli».

Il Festival ha fatto di Mantova la “Città dei libri”. «È bello, anche se questo ha fatto aprire qui tutte le catene, aumentando la concorrenza - ammettono i Nicolini -. Ma è dimostrato che dove ci sono librerie, la qualità della vita è più elevata. Hay-on-Wye, il Festival che ci ha ispirato, è in una zona del Galles piuttosto depressa, ma ha costruito sui libri una sua economia».

Un bilancio di questi quattro decenni? «Abbiamo avuto la fortuna di desiderare di fare, ma anche di fare, per molti anni questo mestiere - è la risposta corale -.Ufficialmente andiamo in pensione, ma in realtà non sarà così...». Certo, c’è il Festival, ci sono la cooperativa librai, i gruppi di lettura... Oggi verrà illustrato il futuro della libreria e si parlerà della festa d’addio, venerdì. Più che altro, un arrivederci, a molto presto.
 

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