«Mantova capitale della cultura mondiale»: a Palazzo Te ecco il Giulio Romano più sexy

La Regione Lombardia entusiasta, l’assessore Galli: «Abbiamo unito due giganti, Leonardo e il Pippi». Palazzi: «Ci aiutino ad essere efficienti e collegati» 

MANTOVA. A Palazzo Te una mostra in sei sezioni sul rapporto tra erotismo e arte del Cinquecento. Al Ducale una selezione di disegni, tra i più significativi dell’artista, in arrivo dal Louvre e da altri musei, oltre a dipinti, stampe e maioliche. E poi, tra la città e la provincia, un cartellone di eventi collaterali da qui alla primavera del 2020. Obiettivo: raccontare Giulio Romano e il suo tempo.

Questi gli elementi del progetto “Mantova: città di Giulio Romano” presentato in Regione dalle istituzioni che hanno lavorato al programma. Elogiate dall’assessore alla Cultura lombardo Stefano Bruno Galli: «Mi compiaccio con la città, capitale della cultura a livello mondiale», ha detto Galli. L’assessore ha ricordato l’anniversario di Leonardo, nel quale Milano sta investendo molte energie: «Soltanto questa grande regione può avere la forza di mettere insieme gli eventi dedicati a due giganti».


Unico assente, giustificato per impegni presi in precedenza, il direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann. Al suo posto, per raccontare la genesi dell’esposizione “Con nuova e stravagante maniera”, al via il 6 ottobre, la funzionaria Michela Zurla: «Il Ducale – ha spiegato – celebra Giulio Romano con un progetto che ha preso il via nel 2016, quando sono stati presi i primi contatti con il Louvre, prestatore e sostenitore». Il museo concede 72 disegni dell’artista e di suoi allievi e collaboratori. «Disegni, dai quali emerge il genio di Giulio Romano – ha sottolineato Zurla – che in mostra saranno accostati ad arazzi, affreschi e altri oggetti».

Tre le sezioni: la prima, “Il segno di Giulio”, al piano terreno del Castello di San Giorgio, analizzerà la produzione grafica dell’artista attraverso i lavori che arriveranno dal Louvre; la seconda, “Al modo di Giulio”, ospitata a Corte Nuova e nell’Appartamento di Troia, metterà a confronto i disegni con la decorazione della reggia; la terza, “Alla Maniera di Giulio”, nell’appartamento della Rustica, approfondirà il tema di Giulio Romano architetto.

Dal 6 ottobre al 6 gennaio, Palazzo Te aprirà, invece, le proprie sale a quella che Chiara Giudice di Electa, partner del progetto, non ha esitato a definire “la mostra più sexy dell’anno”. Il genio del Pippi sarà celebrato con “Giulio Romano: arte e desiderio”, che indaga il rapporto tra le immagini erotiche del mondo classico e l’arte della prima metà del ’500. «Il nostro compito – ha raccontato Stefano Baia Curioni, direttore della fondazione Palazzo Te – era al tempo stesso semplificato e reso complesso dalla presenza di Palazzo Te, epitome di Giulio Romano. Palazzo Te nasce come luogo di rappresentanza e villa di delizia. Molti i fili narrativi: noi abbiamo scelto di seguire quello del desiderio».

Punto di partenza “I due amanti”, dipinto in arrivo dall’Ermitage di San Pietroburgo (tra le istituzioni che hanno prestato le opere anche Il Metropolitan di New York e il British Museum), attorno al quale è stata costruita una mostra in sei sezioni. La prima illustra la produzione giovanile di Giulio Romano, nella seconda (I Modi), sono esposte sedici immagini pornografiche disegnate da Giulio Romano. Arte e seduzione è il tema della terza parte del percorso, cui segue una sala dedicata alla fortuna che ebbero, nel Cinquecento, i soggetti erotici. Nella sezione che ospita i Due Amanti trovano posto anche l’arazzo Mercurio ed Erse e il cartone che raffigura Giove e Danae, di Perino del Vaga. L’ultima stanza è dedicata agli amori clandestini di Giove: un cartone che raffigura Giove e Leda, ispirato a un’invenzione di Michelangelo, affianca la Danae di Correggio.

La mostra è parte del più vasto progetto Giulio Romano è Palazzo Te, che arricchirà l’esperienza di visita del palazzo di nuovi strumenti e che, da febbraio, sfocerà in una mostra multimediale che sarà esportata in tutta Europa. Una vocazione internazionale che è piaciuta al presidente della Regione Attilio Fontana: «Queste mostre di largo respiro ci rendono orgogliosi. Gli eventi di Mantova e quelli legati a Leonardo mettono la Regione al centro della cultura mondiale». In chiusura gli interventi di Giovanni Pasetti, consigliere delegato alla cultura del Comune, e il sindaco Mattia Palazzi. «La nostra speranza – ha detto Pasetti – è vedere una città che cambia». «Cambiare Mantova e renderla più moderna è la cifra di questo progetto – ha aggiunto Palazzi – attraverso il quale si rafforzano l’orgoglio e la fiducia del territorio». Infine un appello: «Le nostre città d’arte non sono città di serie B, ma per questo devono essere efficienti e collegate. La Regione ci aiuti».
 

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