Una regia di grande impatto per il nuovo Spider-Man

Il film ci rivela che le dita di Thanos hanno squarciato la nostra dimensione aprendo dei varchi

SPIDER-MAN: FAR FROM HOME
Regia di Jon Watts, con Tom Holland, Jake Gyllenhaal, Samuel L. Jackson, Zendaya.
Usa 2019. Giudizio: ***


La produzione Marvel n.23 si apre con una dedica alla memoria degli Avengers scomparsi in “Endgame”, primo fra tutti a Tony Sparks. Trova Peter Parker (Tom Holland) sul punto di recarsi in Europa con la classe. Ancora sedicenne, è preso dal fascino di MJ (Zendaya). L’incipit è nella linea delle teenager story, e nessun personaggio sembra prendersi seriamente. Neppure quando, giunti a Venezia, vedono il Canal Grande gonfiarsi in un’onda umana spaventosa. Il protagonista suo malgrado deve comportarsi come Spider Man, anche se il ruolo è marginale rispetto all’eroeQuentin Beck (Jake Gillenhaal)sopraggiunto da una Terra parallela, per sventare la minaccia degli Elementali.

Quietata l’Acqua, la classe scolastica raggiunge la locanda, mentre Peter è convocato da Nick Fury (Samuel L. Jackson) che gli ricorda le responsabilità nei confronti di Sparks che lo ha nominato suo erede. Si ripropone il dilemma: il primo amore o la sorte della Terra? Un colpo di spugna, e la realtà è cancellata per fare posto alla sola illusione delle ombre dello schermo.

Se lo Spider Man del 2002 respingeva l’amore di MJ nel nome dei supremi compiti che doveva svolgere, ora sostiene il diritto di baciarla e di far coppia, di spogliarsi della divisa di supereroe per essere un adolescente. Sorpresa, è la stessa ragazza a rivelargli il mistero che organizza la storia, ad entrare di diritto nell’intera fiction, e a postularne il senso. Come dire che “Far From Home” è come un Luna Park in cui ogni passo si trasforma in gioco, in cui ogni personaggio si fa regista di colpi di scena, di cinema sul cinema.

Non c’è nessuna rivoluzione in atto, ma solo una evoluzione dagli anni ’70, una dichiarazione che si è fatta sempre più esplicita nei confronti della falsità che penetrata ovunque, ha sostituito le retoriche del passato. Il film ci rivela che le dita di Thanos hanno squarciato la nostra dimensione aprendo dei varchi, generando un “multi verso”: il male è oggi rappresentato da un abile mago, dal prestigiatore degli effetti speciali, dal divulgatore di menzogne. Il male si fa spettacolo, narcisismo, anch’esso illusione. Spider-Man può ingaggiare la sua battaglia degli inganni, vincere e poi volare da un grattacielo all’altro come Tarzan con Jane. Dotata di buon senso, la ragazza spende una parola per la negletta realtà. Notevole regia.

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