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Concerti live a Mantova: entro l’inverno pronto il programma del 2020

Il sindaco Palazzi: «Siamo soddisfatti dei 30mila spettatori. Portare i big allo stadio? Non verrebbero, noi vinciamo contro altre città grazie alla nostra piazza»

Matteo Sbarbada
2 minuti di lettura

MANTOVA. I sette appuntamenti estivi di Mantova Live Estate chiudono con un bilancio di 30mila spettatori. Un dato che soddisfa l'amministrazione comunale. «Numeri non inferiori allo scorso anno - commenta il sindaco Mattia Palazzi - Per pesare meno su piazza Sordello abbiamo deciso di tornare, dopo tanti anni, a proporre spettacoli a Palazzo Te. Una scelta che confermo anche per il prossimo anno. Siamo tornati al Te anche perché è giusto che bar e ristoranti della zona possano lavorare di più grazie alla musica. Hanno tenuto aperto anche in orari notturni per accogliere gli spettatori a fine concerto. Li ringrazio, in questo modo hanno migliorato l'accoglienza della città». Palazzi comunica che entro l'inverno sarà pronta la programmazione estiva 2020. «Tutte le città d'arte che investono sul turismo musicale fanno i grandi eventi nelle piazze. Chi propone di fare concerti in altri posti, oltre a dover spiegare dove, non conosce come funziona questo settore. Artisti come Elton John, Morricone o Sting non avrebbero mai suonato in uno stadio a Mantova. Noi vinciamo la competizione con altre città grazie alla nostra piazza. L'alternativa è non farli, ossia tornare alla Mantova immobile di qualche anno fa. Legittimo ma l'opposto, a mio parere, di ciò che occorre alla città. Città che è giusto pensi ai giovani».

C'è, poi, il tema disagi. «Disagi di pochi giorni, ma stiamo lavorando per andare incontro ai residenti il più possibile. Quest'anno ad esempio ci sono stati due concerti in meno in piazza Sordello. Credo non esista altra città italiana di 50mila abitanti ad aver portato in soli tre anni artisti internazionali di questo calibro. Tutta Mantova dovrebbe esserne orgogliosa. A meno che non si voglia una città senza musica e giovani nelle piazze». L'organizzazione degli eventi è stata curata da Shining Production. «Abbiamo raggiunto il numero di spettatori previsti - racconta il direttore generale Fulvio De Rosa - calcolati in base ad artisti e contesto. Ogni spettacolo ha avuto allestimenti diversi, in modo da valorizzare al massimo il tipo di concerto. Per Ben Harper, ad esempio, abbiamo creato una sorta di arena, un luogo più raccolto. Nel caso di Steve Hackett, invece, la richiesta era quasi per la totalità di posti a sedere». Promossa a pieni voti la location di Palazzo Te. «Mantova è una città elegante e ricca di cultura. Palazzo Te è un luogo affascinante e dalla buona capienza, uno spazio che invita a cercare artisti esclusivi. L'idea è quella di creare un circolo virtuoso tra concerti e attrattività turistica. In pochi anni Mantova è riuscita ad entrare nel circuito dei grandi festival come Collisioni e Pistoia Blues».

De Rosa sottolinea come uno degli obiettivi sia stato limitare i disagi per i residenti. «Gli artisti che si sono esibiti non si possono certo definire disturbanti dal punto di vista musicale. Lo stesso dicasi per il loro pubblico, garbato e silenzioso. Per quanto riguarda suoni e vibrazioni abbiamo compiuto rilievi con Assomusica, Sovrintendenza e Politecnico. Un progetto senza precedenti a livello nazionale che ha certificato il pieno rispetto dei limiti. I concerti, inoltre, sono finiti sempre ben prima delle 24 e i soundcheck sono stati interrotti durante le funzioni religiose».
 

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