Da vice di Assmann al Ducale alla casa del Gonzaga fellone

Renata Casarin nominata alla direzione del segretariato regionale per il Veneto: «Ora lavoro a Venezia nel palazzo dove si rifugiò l’ultimo duca di Mantova»

MANTOVA. I legami tra Mantova e Venezia non finiscono mai. Intessuti variamente nei secoli passati, a rinvigorirli, in questi giorni, è Renata Casarin, a lungo funzionario e storico dell’arte, oltre che vice direttore del Complesso Museale di Palazzo Ducale a Mantova, fresca di nomina alla direzione del segretariato regionale per il Veneto.

«Ho firmato il contratto in luglio e mi sono insediata subito dopo a Venezia lasciando Caserta dove sono stata dal febbraio scorso – ha detto -. La curiosità è che la sede è in calle del Duca e il palazzo, Michiel delle Colonne, è quello dove si rifugiò stabilmente, nel gennaio del 1707, scappando da Mantova, l’ultimo duca dei Gonzaga, Ferdinando Carlo del ramo dei Nevers, accusato di fellonia. Mi hanno mostrato i disegni dell’architetto Antonio Gasparri cui il duca aveva commissionato delle modifiche strutturali sull’edificio, presumibilmente del XIII secolo, affacciato sul Canal Grande nel sestiere di Cannaregio. Il decimo e ultimo duca di Mantova e del Monferrato vi visse stabilmente da quando fu spodestato dagli Austriaci usciti vittoriosi dalla guerra di Successione spagnola«.


Il segretariato regionale coordina i rapporti tra gli uffici delle sovrintendenze territoriali, i poli museali, le biblioteche e gli archivi con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, svolgendo anche funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio. «È il braccio operativo del Ministero sui territori – spiega Renata Casarin -. Dopo l’esperienza alla Reggia di Caserta ho partecipato ad alcuni interpelli e mi hanno assegnato definitivamente questo incarico».

Dopo molti anni di servizio a Mantova, dove la funzionaria ha lavorato nell’organizzazione di importanti mostre, restauri e attività didattica nella reggia ducale dei Gonzaga, fino ad divenirne il vice direttore con Peter Assmann, dal febbraio scorso era stata nominata come dirigente assegnato alla Direzione Generale Musei a Roma.

«Il direttore Antonio Lampis, ad interim anche su Caserta, mi ha chiesto di supportarlo nella gestione – ha aggiunto la neo direttrice regionale -. La situazione era molto problematica e in pochi mesi c’è stato molto da lavorare. Sono riuscita a ricucire i rapporti con i sindacati, per i custodi, che erano stati azzerati, e mi sono occupata della gestione degli uffici che erano un po’ in sofferenza. È stato realizzato l’organigramma con le varie funzioni del personale, che mancava, ed è stato rivisto il tariffario per le concessioni».

Molto lavoro di ufficio, fondamentale e propedeutico alla salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio che Renata Casarin ha svolto in Campania fino a poche settimane fa.

«Viste le mie competenze e le mie esperienze mantovane, soprattutto nell’ambito della didattica museale, avevo iniziato anche a programmare in ambito di valorizzazione entrando come parte attiva nella riqualificazione di un complesso museale che è molto complicato». —



 

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