Alle Grazie spuntano i sovranisti del gessetto: «Basta con i partecipanti stranieri»

Qualche madonnaro contesta: «Se è concorso nazionale deve essere riservato agli italiani». Gli organizzatori: «Il regolamento parla chiaro e l’arte è di tutti». Proteste anche per i rimborsi 

CURTATONE. Se il sagrato del santuario delle Grazie potesse parlare, racconterebbe 150 storie diverse, tante quante le piazzole trasformate in opere d’arte. Sensibilità, formazione ed obiettivi differenti rendono disomogenea la comunità dei madonnari, più di quanto il pubblico possa immaginare.

Alcune divergenze sono emerse venerdì 16 mattina, durante il tradizionale congresso degli artisti del gessetto. Nel corso della riunione sono state affrontate diverse problematiche sentite da tutti, ma anche questioni di lana caprina, legate al nome del concorso, che pochi presenti hanno condiviso. Tra le istanze comuni spicca, ancora una volta, la richiesta di veder rafforzato il fronte dell’accoglienza. I madonnari, infatti, pur riconoscendo gli sforzi fatti dall’amministrazione comunale per migliorare il campus allestito nel giardino dell’ex scuola elementare, lamentano una carenza di servizi igienici.

«Faremo il possibile per risolvere questa situazione, compatibilmente con i vincoli urbanistici e le risorse disponibili» assicura il sindaco, Carlo Bottani. Altra nota dolente, i compensi assegnati ai madonnari semplici. «A differenza dei maestri, che ricevono sempre 350 euro, e degli artisti qualificati, a cui ne spettano 300, noi dobbiamo accontentarci delle briciole – spiegano - e spesso si verificano grosse disparità di trattamento, perché solo pochi riescono ad ottenere il massimo previsto per questa categoria (ovvero 250 euro). Gli altri ne ricevono meno di 100. Il problema si deve anche alla presenza di dilettanti del gessetto, che non sanno davvero cosa significa essere madonnari, ma con cui dobbiamo comunque spartire la torta».

La presidente della Pro Loco, Marina Ferrari, riconosce il problema: «Mi piange il cuore dover assegnare miseri rimborsi ai madonnari semplici, ma purtroppo abbiamo a disposizione un budget fisso, con cui dobbiamo pagare tutte le spese del concorso». Tuttavia qualche passo avanti è stato fatto: «Quest’anno, per pagare i rimborsi spesa e finanziare i nuovi premi in denaro, abbiamo stanziato 41mila euro, di cui 5mila offerti da Caem (main sponsor della fiera), a fronte dei 33mila del 2018 – sottolinea il vicesindaco Federico Longhi – Purtroppo i vincoli con cui devono fare i conti i Comuni non ci lasciano mano libera, ma noi siamo in controtendenza: investiamo in cultura». Per incamerare nuove risorse, i madonnari hanno avanzato alcune proposte, che vanno dalla distribuzione di magliette ed altri gadget del concorso alla possibilità per i concorrenti di vendere sul sagrato alcuni dei loro dipinti, o le riproduzioni su tela dell’opera con cui gareggiano. I suggerimenti sono piaciuti al sindaco, che si è impegnato a valutarli. La riunione, complessivamente molto costruttiva, ha riservato però qualche amara sorpresa. Un paio di artisti ha contestato la presenza di stranieri sul sagrato, dicendo: «Dal momento che la manifestazione si chiama “Incontro nazionale dei madonnari”, un giorno qualcuno potrebbe farvi causa, dunque, o cambiate il nome, oppure restringete il campo agli italiani».

«Il regolamento parla chiaro – ha replicato il presidente del Cim, Carlo Beduschi – la competizione è aperta a tutti i paesi del mondo». «L’arte non ha frontiere – ha aggiunto Paola Artoni, direttrice del museo dei madonnari - In quanto al nome, ci siamo informati presso un notaio, ma cambiare la parola “nazionale” ci costringerebbe a cancellare 47 anni di storia». A dispetto di chi vorrebbe chiudere il sagrato di Grazie, come i porti sul Mediterraneo, il concorso di quest’anno è stato uno dei più partecipati ed internazionali della storia. «Vedere tutte le 150 piazzole dipinte è una grande emozione – commenta il sindaco – Il sagrato del santuario, trasformato in una tavolozza di colori, è una gioia per noi e per il pubblico».

I numeri gli sanno ragione. Mercoledì 14 agosto nei due parcheggi a pagamento sono entrati 2.695 veicoli, di cui 317 provvisti di abbonamento. A Ferragosto gli ingressi sono saliti a quota 8.496. Impossibile stabilire il numero totale delle presenze, si stima che giovedì il borgo sia stato visitato da circa 100mila persone.
 

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