Aperta la mostra: il Polirone si riappropria dei suoi tesori 

San Benedetto Po. Il Cenacolo del Bonsignori e l’anta d’organo del Correggio tra i pezzi forti delle rassegna

SAN BENEDETTO PO. Con il tradizionale taglio del nastro davanti al Refettorio, dopo gli interventi delle autorità in basilica, si è aperta la mostra “Il Cinquecento a Polirone. Da Correggio a Giulio Romano”, curata da Paolo Bertelli e promossa da Comune di San Benedetto Po e Amici della Basilica. Palese la soddisfazione del sindaco Roberto Lasagna per un evento capace di attirare l’attenzione e dare risalto al patrimonio culturale sambenedettino. «La carta vincente – ha affermato il primo cittadino – è stato il lavoro di squadra che ci ha permesso fin dagli esordi di poter contare sull’appoggio di Palazzo Ducale e Diocesi, per arrivare poi a stringere accordi con il Comune di Mantova e Fondazione Palazzo Te».

L’esposizione è stata l’occasione per riportare a San Benedetto Po, per la prima volta dopo la soppressione del monastero, due opere di capitale importanza per comprendere il clima religioso, artistico e culturale vissuto dalla grande abbazia benedettina nel Cinquecento. Il Cenacolo del Bonsignori, copia del celebre capolavoro di Leonardo, ha ritrovato la sua collocazione nella nicchia della parete, il cui affresco, manifesto dell’Evangelismo italiano, è attribuito al giovane Correggio. A sua volta l’anta d’organo del Correggio testimonia l’importanza della musica nelle solenni liturgie monastiche.


Il nuovo allestimento dell’interno del Refettorio valorizza le due tele, poste al termine del percorso di visita. Il visitatore è accolto all’ingresso dell’ampio salone da un giardino, che nel perimetro riproduce le forme geometriche care a Giulio Romano e nel contenuto richiama le piante officinali coltivate negli orti del monastero. Più in là l’esposizione inizia con una riproduzione in 3D della facciata giuliesca della basilica e il pregevole ritratto dell’artista attribuito a Federico Zuccari; prosegue con pale d’altare, opera di Fermo Ghisoni, uno dei più stretti collaboratori del maestro, con disegni di Giulio provenienti da collezioni private, con corali; raggiunge infine il suo apice con le opere del Correggio e del Bonsignori.



La mostra si completa nella sagrestia della basilica con ricchi paramenti, cartegloria e servizio d’altare cinquecentesco costituito da sei candelieri e dalla croce in bronzo fuso e cesellato.

Il sindaco ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato e sponsorizzato il progetto, in particolare il sindaco di Badia Polesine Giovanni Rossi per l’intesa raggiunta sul prestito del Cenacolo. Gli altri relatori, tra cui il prefetto Carolina Bellantoni, il vescovo Marco Busca, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il direttore del Ducale Peter Assmann, hanno sottolineato temi comuni come il fare squadra, la valorizzazione del territorio, l’impegno a custodire i patrimoni della bellezza.


Su suggerimento di Bertelli la mostra dovrebbe portare a uno studio approfondito su una tela del Polirone con buona probabilità di mano di Giulio, al restauro della coperta di un codice, a una nuova stampa del Cenacolo. L’esposizione, corredata da un approfondito catalogo, rimarrà allestita fino al 6 gennaio. Per info: Infopoint 0376 623036; Amici della Basilica 0376 614599.

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