Mantova, viaggio nello stile. Pienone al Te per l’omaggio a Coco Chanel

Il relatore Michele Venturini: «È stata la più grande della moda di tutti i tempi»

MANTOVA. «È stata la più grande della moda di tutti i tempi. Ha attraversato la storia del costume disintegrandolo». Così Michele Venturini, storico della moda e del costume ha definito Coco Chanel, protagonista della seconda conferenza dal ciclo curato da Abito tenutasi il 10 novembre nella sala dei Cavalli di Palazzo Te.

Eleganza e classe anche tra il folto pubblico, in prevalenza femminile per ascoltare “Alfabeto Chanel: dalla C alla L. Da Coco a Lagerfeld” tra immagini, filmati e le parole di Venturini, profondo conoscitore e affabulante divulgatore della materia. L'impianto storico della conferenza ha iniziato il racconto della vita della celebre stilista partendo dalle sue umilissime origini. Gabrielle Bonheur Chanel, nata sulle rive della Loira nel 1883, da padre ambulante ha girovagato tra luoghi malfamati fino alla morte della madre quando, a soli 12 anni è finita con le sorelle in orfanotrofio. «E' lì che impara a cucire, anche se non le piace – ha raccontato Venturini – e il bianco e nero degli abiti delle monache condizioneranno poi le sue creazioni». Gli anni in cui lavorò come cantante in un caffè-concerto segnarono per sempre Coco. «Gli uomini importanti della sua vita “entrarono” nel suo guardaroba, arricchendolo di stimoli e facendone la sua fortuna – ma, proprio per quelle umili e dubbie origini, nessuno la sposò mai» ha spiegato il relatore. Dal primo, Étienne de Balsan, imparò soprattutto a cavalcare, e grazie a lui riuscì ad avviare la sua prima attività come modista a Parigi. Fu Boy Capel, industriale di Newcastle, a incoraggiare e finanziare il lavoro di Chanel consentendole di aprire la prima boutique cui seguirono quelle di Deuville e Biarritz.

«A Chanel si deve la decostruzione dell'abbigliamento, autentica base della modernità – ha aggiunto Venturini -. Essendo molto atletica ha sempre voluto creare una moda, considerata in principio come strana, con un approccio al relax nella quotidianità, eliminando ogni costrizione. Sono suoi il concetto di tailleur, con gonna o pantalone, della petite robe noir, della marinière». La declinazione dell'alfabeto ha consentito di portare la conversazione dalle origini di Coco, alla sua morte, avvenuta a Parigi nel 1971 quando aveva 87 anni, e all'entrata nel terzo millennio della sua maison con Lagergfeld, passando per gioielli e profumi, dal celeberrimo n. 5, numero iconico per la stilista, di cui pare se ne vendano nel mondo uno ogni 30 secondi. L'appuntamento è stato introdotto da Italo Scaietta che ha annunciato il prossimo e ultimo incontro di quest'anno, domenica 24 novembre, con la partecipazione dell'artista torinese Paolo Galetto.

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