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Dieci dipinti del Duomo: ora si può rivedere il passato

Grazie al percorso multimediale realizzato dalla diocesi, che utilizza app, codice QR e realtà aumentata, ma anche totem e pannelli in italiano e in inglese

Maria Antonietta Filippini
1 minuto di lettura

MAANTOVA. Il Duomo di Giulio Romano, con 10 dipinti alle pareti: ora si può vedere come era grazie al percorso multimediale realizzato dalla diocesi, che utilizza app, codice QR e realtà aumentata, ma anche totem e pannelli in italiano e in inglese. L’aggiornamento delle informazioni in cattedrale si è ampliato per “Mantova città di Giulio Romano”. Gli orai di visita: domenica 13-17.30, giovedì 12-17.45, gli altri giorni 9.30 alle 17.45. Apertura notturna al venerdì, in gennaio e febbraio, dalle 19 alle 22.45.

Nel ‘500 l’interno Giulio Romano ristrutturò l’interno del duomo di piazza Sordello (San Pietro) per volere del cardinale Ercole Gonzaga. I dieci quadri delle nicchie furono realizzati sei anni dopo la sua morte da uoi discepoli mantovani e artisti veronesi e il cremonese Campi. Paolo Veronese dipinse le tentazioni di sant’Antonio Abate, ma il dipinto fu requisito da Napoleone ed è ora esposto al Musée de Beaux Arts di Caen in Francia. Al suo posto c’è ora Santa Speciosa, un’altra delle 10 tele commissionate dal cardinale Ercole, opera di Gian Battista Bertani.

Non c’è più traccia, invece, di un altro quadro dei dieci del 1552: si trovava nella cappella Cavriani . Il San Girolamo di Giulio Campi piacque molto all’epoca. Così la realtà virtuale propone la copia coeva che si trova nelal chiesa di Carbonara di Po attribuito a Teodoro Ghisi. La Maddalena è invece in sacrestia, mentre il San Giovanni Evangelista è attualmente in mostra a Palazzo Ducale. Al suo posto in Duomo c’è un novecentesco San Pio X, raffigurato da Alessandro Dal Prato. Con i nuovi pannelli e l’app scaricabile si vede il quadro originale che si sovrappone a quello attuale. Con gli auricolari si ascolta la spiegazione. Tutto si trova anche sul sito del Duomo (www.parrocchiasantanselmomantova.it).

Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cariverona, riguarda anche Sant’Andrea, le Grazie e la basilica di San Benedetto Po, e ha una parte musicale. I testi mescolano bene storia dell’arte, religione, comunicazione e app. Hanno collaborato don Giancarlo Manzoli, il parroco don Renato Zenesini, Daniel Marchetti (studio Calamita), Emiliano Gusmini dell'azienda Magnetica Development e Roberto Sassi. I testi sono letti da Diego Fusari e in inglese da Isobel Butters.


 

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