Il lampo di Mozart attraversa Mantova e lascia ancora il segno. Da sabato la mostra

Allestimento in Accademia Virgiliana: inaugurazione alle 11. Il 16 gennaio 1770 concerto al Bibiena: c’è il programma

MANTOVA. Sabato 11 gennaio alle 11 nella biblioteca dell’Accademia Virgiliana sarà inaugurata la mostra a cura di Ugo Bazzotti, Paola Besutti e Roberta Piccinelli su Mozart che non ancora quattordicenne si esibì il 16 gennaio 1770 al teatro Bibiena. L’esposizione (ingresso gratuito) resterà aperta dal 13 al 20, da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 17. Giovedì 16 ci sarà un incontro nella sala Ovale, dove il presidente dell’Accademia Roberto Navarrini parlerà della mostra insieme ai curatori Bazzotti e Besutti, a Angela Romagnoli (musicologia dell’Università di Pavia, della rete europea “The Mozart Ways” sui luoghi dove Mozart sostò) e ai musicisti Paolo Ghidoni, Michele Ballarini e Eva Impellizzeri che eseguiranno esemplificazioni dal vivo dei brani citati.
 

Durante l’incontro Bazzotti presenterà la sua nuova guida del Bibiena (Il Rio). Besutti, al telefono da Teramo dove insegna all’Università, ci ha raccontato l’allestimento. Importantissimo è il documento originale col programma musicale del 16 gennaio di 250 anni fa. Poi alcuni numeri del “Foglio di Mantova”, la Gazzetta che usciva ogni venerdì, con la cronaca degli spostamenti di Wolfgang Amadeus e di suo padre Leopold, che curava gli affari. Magri, pare, essendo i concerti gratuiti, in onore dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. I Mozart trascorsero 10 giorni a Mantova, coccolati sebbene non da tutti. I maleducati ci sono sempre: l’11 gennaio il principe Michele Taxis della Torre non ricevette i Mozart nel suo palazzo, il Soardi, al numero 60 dell’odierna via Frattini.
 

La signora Marianna Sartoretti, giovane vedova, fu invece splendida: nella sua casa (oggi in via Bertani 31) curò le mani di Wolfgang arrossate dal freddo, oltre a donargli 4 ducati d’oro, oggi 1.800 circa euro. Dopo la telefonata con la professoressa Besutti siamo andati in Accademia dove la mostra è in allestimento. Bazzotti ha mostrato i 40 pezzi esposti, su Mozart e molto altro. Disegni, stampe, parti musicali e documenti vari. Una meraviglia. Nella sala dei Nudi (oggi sala Ovale) posavano i modelli. Per farli posare i maestri litigavano tra loro, ognuno aveva i suoi gusti. In mostra ci sono due disegni di nudi. Il modello era Valentino Batocchietti, pollivendolo. Il presidente Navarrini lo definisce “palestrato”.

Suscitando le lamentele dei colleghi, Batocchietti - a raccontarlo è Bazzotti - aveva il permesso di vendere le uova prima dell’apertura del mercato. Il permesso gli era concesso perché dopo doveva andare in Accademia e posare. Tornando al giovane Mozart, il 19 gennaio lasciò Mantova per andare a Milano. Le strade erano due. O per Brescia se pioveva, perché su quella strada non si creava fango. O per Cremona in caso di ghiaccio. C’era ghiaccio e la carrozza prese la via di Cremona, lungo la quale c’è Bozzolo. Qui, in casa dell’arciprete Carlo Saragozzi, professore di musica, Mozart suonò per quasi due ore dando «saggio del suo portentoso talento» alla presenza delle autorità e dei notabili del paese, incantandoli: lo racconta il “Foglio di Mantova” del 26 gennaio 1770.
 

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