Storia di Marsilia, bimba sinta nata al campo di concentramento

La famiglia, prigioniera dal 1940 al 1943, riuscì a fuggire da Prignano. Oggi le celebrazioni in città: medaglie d’onore e consigli congiunti al Bibiena 

MANTOVA. Oggi Mantova vive la Giornata della Memoria per ricordare gli orrori del 1945, nel giorno in cui furono liberati i superstiti del campo di concentramento di Auschwitz. Le cerimonie, in città, iniziano alle 10 al teatro Bibiena: il prefetto Carolina Bellantoni consegnerà le Medaglie d'Onore ai familiari dei cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti. Alle 15 alla stazione ferroviaria, binario 1, ci sarà la commemorazione del Porrajmos, la persecuzione subita dai sinti e dai rom. Alle 16 in sinagoga (via Govi 13) sarà letta la preghiera per gli ebrei deportati e deceduti nei campi di concentramento nazisti.

Alle 17.30, sempre al Bibiena, è in programma la cerimonia commemorativa alla presenza dei consiglieri comunali e provinciali. Interverrà Valerio Marchetti il professore di storia Moderna presso l’Università di Bologna.


La Memoria è un esercizio che riguarda la collettività, ma non per questo vanno messe in secondo piano le storie dei singoli. Quelle vicende personali che finiscono dentro al grande percorso dell’umanità hanno un grande bisogno di essere raccontate e di essere preservate nel cuore dei più giovani.

E così arriviamo alla storia di Mafalda Esposti, giovane donna di etnia sinti, che viveva nel Modenese in una grande famiglia allargata. Il gruppo, una cinquantina di persone, viaggiava molto e lavorava nel circo. Nel gennaio del 1940 arriva l’ordine di internare anche sinti e rom, così Mafalda viene catturata e rinchiusa, insieme alle altre famiglie sinte, nel campo di concentramento di Prignano sulla Secchia, in provincia di Modena. Il campo di sinti e rom.Per loro, abituati a spostarsi, essere rinchiusi è terribile. Ma nonostante le incredibili sofferenze, nel 1942 Mafalda dà alla luce la piccola Marsilia Del Bar, che molti anni dopo sarebbe diventata madre di Yuri Del Bar, primo consigliere sinto del Comune di Mantova.

Oggi le condizioni di salute di Marsilia sono precarie, così è proprio Yuri a raccontare: «Nel campo gli uomini spaccavano pietre tutto il giorno, ma in quei tre anni sono nati tanti bambini, segno che c’era voglia di vivere. Gli anziani di Prignano si ricordano bene del campo: quando nel 2010 è stata messa una targa in ricordo delle famiglie sinte siamo andati a vedere. Per capire quello che le nostre famiglie avevano passato. A noi sinti non piace tramandare le cose brutte ai bambini perché non li vogliamo spaventare, ma è un peccato perché la memoria va coltivata e la gente deve ricordare. Quello che mia madre mi ha raccontato è che una guardia li aveva presi in simpatia e, una volta saputo che stavano per portarli in un altro campo, forse in Germania, ha approfittato di una notte tranquilla per farli scappare tutti attraverso un varco nella recinzione. Era il 1943. Tutti sono fuggiti nei boschi. Mia madre è sopravvissuta: ma nessun bambino dovrebbe nascere in prigionia». —

E.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Ponte di San Benedetto Po: lo stato dei lavori in agosto, visto dal drone

La guida allo shopping del Gruppo Gedi