All'Accademia Virgiliana il museo del Risorgimento

Ricordato l'ex presidente Gualtierotti. Roma e Mantova forse legate da un mosaico 

MANTOVA. «Piero Gualtierotti ci ha lasciato un prezioso messaggio, una linea di condotta vincente. A lui va il mio pensiero commosso». Il presidente Roberto Navarrini ha aperto con questo ricordo la cerimonia di inaugurazione del 253° anno accademico dell'Accademia Nazionale Virgiliana. L'ex presidente, scomparso lo scorso anno, è stato ricordato dalle figure istituzionali. Navarrini ha tracciato poi un bilancio del 2019. «Un anno difficile ma l'offerta culturale è stata comunque variegata. Il 2020 sarà un anno di intensa attività. Sono molte le realtà che ci chiedono di collaborare. Proseguiamo con l'entusiasmo di sempre e con la consapevolezza di essere un patrimonio della città». L'assessore Paola Nobis ha confermato l'accordo per la concessione del secondo piano del palazzo dell'Accademia. «Verrà recuperato anche il piano terra - ha aggiunto - e lì verrà realizzato il museo del Risorgimento, realtà che da tempo cerca una giusta collocazione».

Consegnati i diplomi a 7 nuovi accademici. Per la classe di Scienze matematiche, fisiche e naturali agli accademici ordinari Fabio Malavasi e Roberto Zanini e ai soci corrispondenti Cinzia Fantinati, Maurizio Galavotti, Raffaele Ghirardi e Sandro Sutti. Per la classe di lettere e arti al socio corrispondente Alessandro Vivanti.

Grande interesse per la prolusione di Eugenio La Rocca della Sapienza di Roma incentrata sul mosaico parietale rinvenuto a colle Oppio, a Roma, sotto le Terme di Traiano nel 2011. Scoperta che potrebbe avere un collegamento con la nostra città. ì«Non mancano ipotesi alternative, ma quella che il personaggio incoronato nell'edicola centrale sia Virgilio appare come quella più logica - ha spiegato La Rocca - Non abbiamo la certezza, ma molti elementi paiono portarci in quella direzione. Dai tratti del volto tipici del primo secolo, con taglio corto e stempiatura, al fatto che sia incoronato e seduto su una lussuosa sedia con cuscini, celebrato come fosse un sommo poeta. In più, sempre nell'edicola centrale, è raffigurato un eroe con il palladio. Possibile che sia Enea e non Diomede. Quello era un luogo dove gli intellettuali si ritrovavano. Probabile che negli affreschi, dunque, venisse ricordato un poeta non più vivente, in modo che non facesse ombra a Nerone, ma che potesse essere celebrato come uno dei più grandi». In conclusione il concerto. 

 

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