José Yaque cerca casa a Mantova: mostra alla Rustica o alla Ragione?

Sopralluogo dell’artista cubano famoso per le grandi opere a tre dimensioni Usa pietra, legno, terra e acqua per allestimenti che dialogano con la location

MANTOVA. Si sta imbastendo. Nessun impegno da parte di nessuno per la mostra a Mantova di José Yaque, artista cubano il 4 marzo in città alla ricerca del posto dove esporre le sue opere. Opere straordinarie, grandi, fatte non di materia ma di elementi. Tutto è ancora scritto sull’acqua, per usare la lapide sulla tomba di John Keats, al cimitero acattolico di Roma. Nulla di certo, ma si lavora. Lavora l’artista, e lavora Sergio Pajola dell’associazione Moz-Art che ha promosso l’iniziativa.

I sopralluoghi sono stati fatti a palazzo Ducale, poi alla Ragione e quindi al Te. Manca la casa del Mantegna. Un posto si troverà. Ma non è così semplice. L’artista cubano deve infatti fare dialogare le sue opere col luogo che le accoglierà, quindi un posto non vale l’altro. Poi c’è di mezzo il coronavirus che frena tutto, un’incognita a lungo raggio. Ma c’è anche il mandato in scadenza del sindaco Palazzi. Cui si aggiunge la situazione del direttore del Ducale: Emanuela Daffra dirige ad interim, si attende il concorso, forse si saprà il nome del nuovo direttore a fine luglio. La mostra di Yaque non sarà comunque prima di settembre.


Come si vede la situazione è problematica su più fronti. Pajola però non ha dubbi: «La mostra si fa, in ogni caso noi la facciamo, la cultura ha bisogno di muoversi, noi non abbiamo paura di niente» dice. Farla dove? Al Ducale come location ci sarebbero la palazzina della Rustica, il museo Archeologico e l’appartamento della Guastalla. In quest’ultimo Moz-Art, tra mille polemiche con gli animalisti, l’anno scorso ha allestito la mostra di Hermann Nietsch.

Ma sull’artista cubano non dovrebbero esserci controversie. Gli abbiamo chiesto che materiali usa. «Non mi piace la parola materiale. Uso elementi naturali, pietra, legno, terra, acqua» ha risposto. Grandi opere a tre dimensioni? «Sì, ma anche quadri». In ogni caso dialogando con lo spazio contenitore, adattando le opere. Logico che nella palazzina della Rustica e a palazzo Te il dialogo sarebbe tra José Cubano e Giulio Romano, sebbene in modo diverso tra un luogo e l’altro. A palazzo della Ragione l’intesa sarebbe con gli affreschi medievali. Al Museo Archeologico con gli Amanti di Valdaro, gli scheletri. Alla casa del Mantegna, la sintonia potrebbe avvenire idealmente con la Camera degli Sposi.

Tra le opere di José Yaque c’è una grande installazione di 6mila bottiglie, inserite negli scaffali di una biblioteca, tutte di colore diverso, con dentro liquidi e essenze officinali. Quest’opera troverebbe ambiente perfetto alla Rustica, accanto al Giardino dei Semplici. I “semplici” sono infatti le erbe officinali, curate da Isabella d’Este, così crediamo. Con l’uso di elementi naturali, José (nato nel 1985, ha 34 anni) è dunque un artista della sostenibilità, conosciuto in patria e all’estero.

A parte quanto abbiamo detto, cos’è scaturito il 4 marzo in concreto? Lasciando stare - almeno per il momento - Te e Mantegna, Yaque preparerà due progetti: per la Rustica e per palazzo della Ragione. Poi decideranno gli enti, lo Stato e il Comune. Tra la navigazione a vista e in alto mare: si intravede la costa, ma si è ancora al largo.

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