La ricetta Antoniazzi per gestire la crisi: consegna a domicilio e comunicazione

Dai pasti per chi vive solo alle feste di laurea solo con madre e sorella fino ai regali: «Sono il 70% del lavoro»

BAGNOLO. Il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi è colpito pesantemente da questa crisi. Antoniazzi, una delle realtà più importanti del settore in provincia di Mantova, ha deciso fin dal primo momento di affrontare di petto la situazione e di continuare a fare il possibile per proseguire l’attività. Dei tre settori operativi dell’azienda, due sono stati chiaramente obbligati a fermarsi: parliamo dei bar-pasticceria (la casa madre a Bagnolo San Vito, il Caffè Borsa di Mantova, lo storico Caffè Zanarini di Bologna e il corner alla Rinascente di Milano) e del catering. Resta la produzione di pasticceria e di piatti pronti, per la quale è stato predisposto il servizio di consegna a domicilio.

«Per prima cosa, abbiamo messo in sicurezza le persone - spiega Marco Antoniazzi -, facendole lavorare con tutte le protezioni: mascherine, guanti, misurazione delle temperature. Anche se non era obbligatorio, abbiamo sanificato per precauzione azienda e uffici. A questo punto, dovevamo far sapere che c’eravamo, quindi abbiamo puntato molto sulla comunicazione, l’unico strumento per condividere in questo momento informazioni con le persone. La Gazzetta è stata fondamentale, poi abbiamo utilizzato televisioni e social».


Certo, non è come in tempi normali, a maggior ragione tenendo conto della Pasqua in arrivo: «Avevamo appena esposto uova e colombe nei negozi - ricorda Antoniazzi -, con materie prime già acquistate e nuovi progetti avviati. Adesso, utilizzando squadre di ragazzi che non si mescolano tra loro, procediamo con una produzione ridotta. E una parte della produzione viene donata all’ospedale assieme ad altre cose. È una di riconsiderazione dei valori: cerchiamo di restare nella memoria delle persone, di vendere cose che altrimenti andrebbero buttate. Non siamo mai rimasti con le mani in mano, non vogliamo farlo nemmeno ora».

Con chi si lavora in questo periodo? «Ordina pasti pronti chi vive da solo e spesso è anziano - risponde il maestro pasticciere -, e se le porzioni sono abbondanti, durano anche per più di un pasto. C’è chi ha organizzato una mini festa di laurea in casa con la mamma e la sorella, c’è il marito che regala un pasto pronto alla moglie dopo una settimana che prepara pasti per tutta la famiglia. Poi ci sono i dolci: non saranno una prima necessità, ma un dolce a volte può essere essenziale per portare un sorriso in una situazione difficile».

Il servizio a domicilio è attivato a Mantova, Verona e Bologna ed è in aumento. «Dopo una prima fase di studio, lo stanno facendo in tanti. Probabilmente - aggiunge Antoniazzi - anche quando si riaprirà tutto sarà un servizio apprezzato. Ora, anche se è poco rispetto all’abitudine, il lavoro fa tanto per il morale». Già, il morale: anche quello è importante: «La gente che ordina sta al telefono anche più del necessario, vuole parlare - racconta il pasticciere -. Chiamano con la Gazzetta in mano, leggendo il menu della settimana, per prenotare il pasto. In questi momenti, ti rendi conto di quanto apprezzi i clienti. Non solo: andiamo da persone che ci chiamano e anonimamente offrono dolci e salati all’ospedale. E anche noi qualcosa aggiungiamo, se lo meritano ampiamente: fanno turni di 12 o 14 ore, a volte non hanno nemmeno tempo per mangiare. Non solo brioche e mignon, ma anche 300 risotti già divisi in monoporzioni, visto che anche i nostri cuochi hanno chiesto di poter contribuire. Per Pasqua manderemo delle uova dove ci sono i bambini. Anche on line, ci sono aziende che acquistano regali, ma aggiungono qualcosa per regalarlo agli infermieri. In questi giorni, la gente pensa più agli altri che a se stessa, il 70% del venduto è fatto di regali, anche in altre città. Si tratta di un modo per stare vicini anche se non sei a contatto. Un dolce è come un pensiero, ma che non fa sentire in debito chi lo riceve».
 

Video del giorno

Vinitaly, Zanette (Prosecco Doc): "Ora vogliamo crescere in valore"

La guida allo shopping del Gruppo Gedi