Valeggio, Baccini ritrova le sue radici: «Sul palco da solo, senza scaletta»

La Littorina del Mincio ospita giovedì il concerto del cantautore genovese. «La musica con gli strumenti non invecchia. L'elettronica è legata al tempo»

MANTOVA. Il Festival de La Littorina del Mincio (Valeggio sul Mincio) ospita giovedì il concerto "piano solo" del cantautore genovese Francesco Baccini. Oltre 30 anni di carriera alle spalle - il primo album, Cartoons, è del 1989 - saranno portati sul palco per uno show che nasce, racconta in un’intervista telefonica Baccini, «per recuperare una dimensione di ascolto. Io andavo ai concerti per ascoltare musica, non per ballare. Negli anni '90, complice il flusso della radio, prevale la dimensione del ballare sull'ascolto. Io sono cantautore, scrivo e compongo per essere ascoltato. Se arriva il brano che fa ballare, ben venga, ma è accidentale».

Una carriera che lo ha visto cominciare da solo: «Questo facevo all'inizio e questo sono tornato a fare ora. Salgo sul palco per divertirmi. Non c'è scaletta. Ci sono i classici, ovviamente, ma ogni sera cambia lo show. La mia prima band, di fatto, è arrivata solo con il primo lavoro discografico. Con me c'erano un caro amico chitarrista, e cioè Andrea Braido, e alla batteria Lele Melotti. Ho dovuto quasi imporli e devo ringraziare Vincenzo Mollica per il supporto che mi ha dato all'epoca. Questi musicisti hanno poi suonato con me nei miei primi album».

La dimensione piano solo, spiega Baccini, «mi consente di recuperare un concetto musicale importante: la musica eseguita con strumenti non invecchia mai. L'elettronica è legata al tempo perché ogni hanno cambia». Baccini intimo, Baccini d'ascolto e Baccini che non dimentica i suoi omaggi: «Fabrizio (de André, ndr), che era un amico, e Tenco. Dieci anni fa ho messo in scena il mio "Baccini canta Tenco", di fatto quello che ho pensato potesse essere il concerto ideale di Tenco che, come è noto, non ne ha fatti nella sua carriera. L'epoca dei live è iniziata dopo, pur se lui è il padre di tutti i cantautori. Quel progetto è stato portato per tre anni live ed è diventato anche un album. Ora, durante il lockdown, mi sono ricordato che allo Smeraldo un videomaker aveva filmato il tutto. Abbiamo recuperato quel materiale e stiamo finendo di montare un film che uscirà nel 2021, a dieci anni dalla "prima" di quel progetto. Questa sarà anche l'occasione per riprendere in mano quel lavoro e far ascoltare Tenco. Sarà un nuovo lavoro di arrangiamento di un repertorio immortale e, soprattutto, un lavoro - fra i pochissimi - che parla della sua vita e non della sua morte».

Lo show di giovedì è all'interno di un cartellone pensato dal trombonista Mauro Ottolini e che ha già visto, in luglio, un altro grande genovese passare su quel palco: Vittorio De Scalzi: «Chi fa musica davvero è legato non alla vendita ma al suono, alla sua identità sonora. Questo era quello che si cercava un tempo; questo era quello che ognuno di noi faceva. Io ho terminato in anticipo il contratto con una grande major perché volevo tornare libero musicalmente parlando. Dal 2017 non esco con un album per scelta, pur se ho scritto molto. Per questo potrebbero anche esserci delle sorprese, oltre agli omaggi intendo. Vediamo, vivo lo show sempre con grande empatia e dipende da quello che succede».

Per prenotare gli ultimi posti disponibili è possibile chiamare lo 045-4852921 o scrivere a info@lalittorinadelmincio.it.

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