Al Festivaletteratura di Mantova arriva la voce della Primavera araba

L’artista tunisina Emel Mathlouthi il 12 settembre in concerto all’Arena Bike-in. Satta: «Ha tradotto in musica la rabbia e la speranza di un'intera generazione»

MANTOVA. Le sue canzoni di protesta sono diventate l’inno della Primavera araba. Emel Mathlouthi, grande artista di origine tunisina ma di stanza a New York, sarà protagonista di un concerto sabato 12 settembre alle 21.30 all'arena Bike-in di Campo canoa. L'appuntamento fa parte del programma ufficiale di Festivaletteratura (evento numero 73). Il concerto si inserisce all'interno del progetto Una città in libri, che ogni anno è dedicato a una città del mondo diversa. La scelta di quest'anno è ricaduta su Tunisi.

Non potendo realizzare una vera e propria installazione fisica come negli anni passati, quest'anno Una città in libri sarà quasi interamente online. In programma una trasmissione radio, curata e condotta da Luca Scarlini, con puntate dedicate alla letteratura tunisina contemporanea, ai movimenti artistici della Tunisi di oggi, dal fumetto alla street art e al rapporto profondo che lega Tunisi all'Italia. Oltre a questo, un'installazione web, con una sezione del sito 2020.festivaletteratura.it dove troverà spazio una biblioteca temporanea di oltre 250 titoli, insieme a filmati storici, frammenti teatrali, immagini e opere video di alcuni dei principali movimenti artistici contemporanei che restituiranno un ritratto tutt'altro che stereotipato di questa punta d'Africa protesa verso l'Europa.

Il concerto di Emel Mathlouthi sarà in pratica l'unico appuntamento dal vivo previsto dal progetto. L'artista negli anni si è esibita per Amnesty International e in occasione della cerimonia per la consegna del Premio Nobel per la Pace nel 2015, portando il suo potente songwriting in tutto il mondo. Definita “il catalizzatore del cambiamento del 21° secolo”, annoverata tra le donne più influenti al mondo, è l'artista che meglio ha saputo interpretare il sentimento di protesta dei giovani tunisini nella stagione delle primavere arabe. La sua canzone Ya Tounes Ya Meskina (Povera Tunisia) è divenuta in poco tempo l'inno della Rivoluzione dei Gelsomini del 2010-11. Oggi è una delle stelle più luminose del pop nordafricano.

La natura politica della sua arte ha assunto una dimensione globale, aprendosi a temi quali l'emergenza climatica e il nostro futuro sul pianeta. Alla ricerca di materiali sonori originari, che attingono alla tradizione musicale tunisina, nei suoi brani si sovrappongono elettronica e musica folk, melodie struggenti e ritmi incalzanti. Ha pubblicato nel 2019 “Everywhere we looked was burning”, il terzo album nonché il primo in inglese. Il concerto sarà preceduto da una breve intervista alla songwriter di Luca Scarlini.

«Siamo molto orgogliosi di averla al Festival - afferma Salvatore Satta della segreteria di Festivaletteratura e tra i responsabili del progetto Una città in libri - perché è una cantante che incarna magnificamente lo spirito della Tunisia e del Mediterraneo di oggi. Un'energia vulcanica, piena di lirismo ed espressività, che ha tradotto in musica la rabbia e la speranza di un'intera generazione». I biglietti saranno in vendita al costo di 12 euro con le modalità previste per tutti gli eventi del Festival. Dunque via libera alla vendita sul sito festivaletteratura.it per i soci dal 1° settembre e dai non soci dal 4.

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