Severgnini a Festivaletteratura Mantova: il nostro Paese nevrotico che alla fine fa quello che deve

Beppe Severgnini ha duettato con Stefano Scansani «I soldi dell’Europa? Vanno presi al volo, anche quelli del Mes» 

MANTOVA. «Su 24 edizioni credo di averne fatte almeno 18. Sappiamo perché queste sedie sono vuote. E sappiamo che non c'è più una persona che per me era un amico. Sono convinto, però, che questa sarà una delle più belle edizioni». Beppe Severgnini sale sul palco per primo, ricorda Luca Nicolini e chiede un applauso per gli organizzatori. Elogia «il più bel festival letterario europeo» e presenta Stefano Scansani. Il direttore della Gazzetta di Reggio premette che non lo tratterà da amico. Domande pungenti che sfociano in un divertente botta e risposta. «Negli anni gli italiani sono cambiati - racconta Severgnini - Noi siamo una generazione fortunata, senza guerre. La storia sembrava una ripetizione blanda di un anno dopo l'altro. Invece la storia è fatta di scossoni, di cambiamenti».

E la pandemia ne ha rappresentato uno drammatico. «La pandemia è una macchina della verità. In tempi tranquilli si può bluffare, in tempi così, invece, si capisce di che stoffa sono fatte le persone. E quanto tengono a noi». Nel nuovo libro Neoitaliani dipinge un ritratto attuale dell'Italia. «Un Paese strepitoso anche con tutti i difetti che ha. Nel libro ho deciso di sottolineare le cose buone per incoraggiarci. Chi contesta le mascherine, gilet arancioni e simili, sono una micro minoranza alla quale diamo importanza. Gli italiani sono un'altra cosa». «Quella micro minoranza però sta crescendo», obietta Scansani. «Colpa anche nostra, dei media. Non dovremmo aprirci i telegiornali, i quotidiani. Questo perché non rappresentano niente».


In un mondo in cui la violenza dilaga nelle strade, l'Italia sembra esente. «In Italia i 5 Stelle hanno usato l'aggressività verbale, ma mai minacce e violenza. Uguale la Lega. I giornalisti stranieri pensavano che l'Italia sarebbe uscita dall'Europa. Ma qui le cose si dicono ad alta voce, però alla fine non si fanno. Alcune cose che accadono da noi non saranno normali, ma le preferisco alle persone in giro con i mitragliatori. I soldi della Ue vanno presi e usati al volo, compresi quelli del Mes».
 

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