La fiducia secondo Gianotti «Tiene insieme le cose»

dal balcone

Suggerimenti preziosi, enunciati dalla balconata di palazzo Ducale che si affaccia su piazza Santa Barbara, sono arrivati ieri pomeriggio da Carla Gianotti traduttrice e saggista, la più importante tibetologa italiana e docente di Buddhismo protagonista dell'evento “Profezie”.


«La fiducia, parola difficile, è il respiro che tiene inseme l'inizio e la fine delle cose, è un'alleanza con la vita, non è debole, buonista, o passiva. È invece determinata e coraggiosa – ha detto - È quell'apertura che ci consentono solo la rottura del vaso e la consapevolezza dell'incerto che, in realtà, è l'unica certezza che abbiamo».

La fiducia, va costruita e consente di concepire e custodire ogni volta il mondo. Solo con il qui e ora del respiro si vive il presente perché il cielo finisce dove lo sguardo si stringe, si chiude.

«Tuttavia siamo analfabeti del presente che dobbiamo imparare attraverso la consapevolezza del respiro. Il presente è un intervallo temporale tra una situazione che precede e una che segue - ha aggiunto - La pandemia, che purtroppo non è ancora finita e non sappiamo ancora quanto durerà, ci ha spinto in territori che non conoscevamo, ci ha dato l'impressione di toglierci un pezzo di presente possibile, una persona cara, il lavoro, un pezzo di futuro possibile. La nostra visione delle cose ha una certa dose di supponenza e non avevamo ancora fatto i con una condizione di incertezza che è tipica sulla terra».

Ha ricordato poi la metafora della tazza rotta, ricorrente nel buddhismo tibetano, presente anche nella nostra letteratura, nella "Giara" di Pirandello. —

Paola Cortese

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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