Festivaletteratura, fuochi d’artificio per il giallo

Grande successo in via Diga Masetti per l’evento “da balconi e cortile”. Lucarelli, Malvaldi e Crovi ironizzano sulla loro vita da brividi. E si ride molto

MANTOVA. Davvero un bel match: Carlo Lucarelli contro Marco Malvaldi con Luca Crovi a fare da arbitro: tre giallisti tra i più famosi d’Italia hanno tenuto uno show in un cortile di via Diga Masetti. Continue risate del pubblico affacciato ai balconi o seduto sul prato o sugli sgabelli. Un’ora di spasso con il Festivaletteratura che ha tratto idee nuove e vincenti dalle limitazioni. Subito un colpo di scena. Uno scoppio e volano in aria coriandoli blu. Poi Crovi presenta Lucarelli, ma avverte che Malvaldi ha portato al pronto soccorso Manzini perché ha pranzato con i gamberi ed è allergico. Anche chi ha visto il papà di Rocco Schiavone nel pomeriggio in piazza Castello rischia di crederci. È l’inizio di una raffica di aneddoti con cui Lucarelli spiega come si crea la suspense: il cigolio della porta e la lama di luce che creano il terrore dello sconosciuto intrufolatosi con un coltello.

Festivaletteratura 2020: Lucarelli e Malvaldi in Valletta Valsecchi per un giallo tra i palazzi



A casa di Lucarelli, a Mordano, una sera d’inverno con la neve - e Crovi scherza sul fatto che da Lucarelli è sempre notte fonda, il sole non splende mai - lo scrittore torna da Roma all’una e mezza dopo aver registrato Blunotte e nella segreteria trova una voce da brivido: «Troppo giovane per morire». La situazione si ripete, stessa voce e sempre frasi terribili. «Porto la cassetta registrata ai carabinieri. Finché un giorno faccio in tempo a rispondere: era un mio lettore che commentava la puntata appena andata in onda. E aveva la voce così, era la sua».

Malvaldi a sorpresa compare ad un balcone. Lo si riconosce subito dall’accento toscano. Alzata di mano tra chi lo vuole su e chi vota per averlo giù. Lui scende e comincia la gara.

La vita è tutta un equivoco che può diventare la trama di un giallo. Malvaldi racconta di quando è andato ad abitare nel suo paesino di 3mila abitanti vantandosi di essere lo scrittore più famoso del posto. Ma l’edicolante lo raffreddò mostrandogli la casa di Antonio Tabucchi. Lucarelli racconta che a Torino incontrò una sua allieva della scuola Holden, molto bella, molto magra, molto giovane. Cominciò a squadrarli un uomo molto grosso e molto vecchio. «Mi sentii un maschio alfa che deve difendere la ragazza da un maniaco. Lui le chiede: signorina ha la patente? Aspettava di vedere passare una persona abbastanza magra da poter entrare nella sua auto stretta fra due parcheggiate male e farlo uscire in retromarcia. Altro che horror. Ho fatto la figura del cretino».

I giallisti sono molto autoironici, ma non si creda che non siano consapevoli del loro talento. «Uno scienziato che avrebbe preso il Nobel se non fosse morto prima- racconta Malvaldi - disse che le cose interessanti succedono solo a chi sa raccontare storie interessanti». Ognuno nota solo quello che vuole vedere. E quindi attenti al testimone oculare. Mai fidarsi.

 

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