Al museo Diocesano di Mantova cinquanta artisti celebrano Fellini

“È arrivato Zampanò” opera dell’artista Patrizia Comand

Dal 3 al 25 ottobre la collettiva che propone opere diverse in occasione dei 100 anni dalla nascita del regista

MANTOVA. L’immaginario del celebre regista romagnolo in mostra al Museo Diocesano di Mantova dal 3 al 25 ottobre. “100x100 Fellini” è il titolo della collettiva, a cura di Francesca Bianucci e Chiara Cinelli, che propone 100 opere realizzate da 50 artisti italiani e stranieri invitati a celebrare i 100 anni dalla nascita del celebre regista con le differenti sensibilità ed espressività di ognuno.

Federico Fellini è fra i più amati e celebrati registi di tutti i tempi che ha segnato la storia della cinematografia mondiale, delle arti figurative e del costume, scolpendo in modo indelebile il nostro immaginario collettivo. La mostra, realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della sua nascita, è un tributo a lui e al suo straripante immaginario poetico declinato nei disegni, negli scritti e, ovviamente, nei suoi film divenendo incessante fonte di ispirazioni per altri artisti, “straordinario serbatoio di poesia e bellezza” come dicono le curatrici.

Ad arricchire il percorso espositivo, che intende caratterizzarsi per la coesistenza di linguaggi e stili differenti, si segnalano due contributi speciali. Si tratta di un ritratto di Federico Fellini, scattato a Milano il 2 aprile del 1987 dalla fotografa di fama internazionale Maria Mulas, e della “Gradisca”, scultura in ceramica raku policroma, omaggio a una fra le “maschere” più celebri del cinema di Fellini, dello scultore Carlo Previtali.

«Può apparire una proposta inappropriata per il nostro museo sia pure per celebrare un genio riconosciuto del cinema – dice il direttore monsignor Roberto Brunelli – invece, non solo le opere esposte si accostano legittimamente alle altre già esposte, ma anche perché ritengo che all'arte e agli artisti, debba essere riconosciuto il diritto-dovere di attingere alla realtà in cui sono immersi, come è sempre avvenuto, sin dai tempi dell'arte rupestre, per coglierne le fattezze e restituirle, immortalandole agli osservatori, arricchite di uno sguardo capace di farne il veicolo di arcani messaggi. Questo fanno le arti visive tra le quali il cinema. Fellini per questo sta bene, nel nostro come in ogni altro museo».

Il vernissage della mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Mantova, si terrà sabato 3 ottobre alle 17 nella Sala Rossa al primo piano del museo, in piazza Virgiliana 55, con interventi di monsignor Brunelli, le curatrici e lo storico dell’arte Claudio Caserta, autore di testi in catalogo. Aperta da mercoledì a domenica dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 17.30, lunedì e martedì solo ai gruppi prenotati. L’ingresso è consentito con il biglietto del museo. Per informazioni è possibile telefonare al numero 0376 320602 o consultare il sito www.museodiocesanomantova.it.

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