Un tuffo nella natura “Interno Verde” svela la meraviglia e i colori dei giardini privati di Mantova

Oggi pomeriggio (sabato 26) superate le 1500 iscrizioni, domenica 27 si continua. Successo anche per “Orti Mantovani” ai Valentini 

MANTOVA. Meraviglie celate dietro un portone, scorci sul Rio solitamente nascosti, oasi di tranquillità a pochi metri dal traffico cittadino. Interno Verde ha svelato agli occhi di mantovani e turisti quaranta giardini privati, confermando il successo di una formula dimostratasi già vincente nella prima edizione dello scorso anno. La curiosità di scoprire luoghi di rara bellezza normalmente inaccessibili ha mosso molti già dalla prima giornata dell'evento. A oggi pomeriggio, sabato 26, il numero delle iscrizioni aveva superato di slancio quota 1500, con il libretto omaggio andato esaurito.

Un successo possibile grazie all'associazione Ilturco, ai volontari e alla disponibilità dei proprietari delle abitazioni. Tra i luoghi più apprezzati, a due passi dalla casa di Andrea Mantegna, il giardino di via Acerbi 40. Soleggiato e tranquillo, conquista con la sua varietà di piante ad alto fusto. Ben cinque i luoghi aperti in via Mazzini, strada ad alta densità di capolavori nascosti. In via Chiassi, al civico 38, si ritrova la firma, certa secondo molti esperti, di Giulio Romano, probabile autore del palazzo rinascimentale che si incontra superato l'androne d'ingresso. Nel giardino spicca anche un grotta. In via Principe Amedeo ecco Palazzo Filippo Gonzaga con il suo giardino intimo e tranquillo. Nel prato centrale, di forma ellittica, crescono il gingko biloba e l’acero rosso. In fondo le palme, le rose e, vicino alla vasca in pietra con il rubinetto in ghisa a forma di testa di drago, una piccola acacia.

L’edificio venne costruito nel Settecento per Filippo Gonzaga, generale dell’artiglieria nazionale. Essendo figlio dell’erede naturale dell’ultimo duca di Mantova e nipote di Ferdinando Carlo, Filippo provò a rivendicare la successione del ducato, ma fu inutile. Nel palazzo, come ricorda la targa, visse la famiglia Levi con la piccola Luisa, morta nel 1945 nel campo di sterminio di Bergen Belsen, a cui arrivò dopo l’internamento ad Auschwitz. Fu la più giovane deportata mantovana.

Se ci si vuole spostare dal centro storico, da non perdere l'orto carolingio al Gradaro. Nato da pochi mesi, è disposto secondo i dettami del Capitulare de villis, scritto da Carlo Magno per disciplinare le attività rurali e agricole. Ogni giardino è accompagnato da schede informative di carattere botanico, storico e architettonico, a disposizione anche online.

Per i ritardatari c'è ancora la possibilità di iscriversi domenica 27, dalle 9 alle 19, all'info point dell'edicola di piazza Canossa. Il contributo richiesto è di 10 euro. Ingresso gratuito per i bambini fino ai 13 anni. Domenica è prevista una new entry, il giardino di via Guerrieri Gonzaga 13, non visitabile ieri. Ottimo afflusso di visitatori sabato anche a Orti Mantovani, evento curato dalla cooperativa Librai Mantovani e dedicato al mondo di fiori, ortaggi e semi andato in scena ai giardini Valentini. Mantovani e turisti hanno partecipato ai laboratori e dialogato con gli espositori. Successo per la lezione introduttiva di Andrea Fiozzi, per i laboratorio di Benedetta Ombroni e per “Nanna o l’anima delle piante”, conversazione-spettacolo a cura di Luca Scarlini.
 

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