Raffaello e gli arazzi di Palazzo Ducale di Mantova: la grande mostra sabato apre al pubblico

Domani le prime visite: si potranno vedere i restauratori all’opera. Tra i documenti la lettera di Baldassare Castiglione 

MANTOVA. La prima visita guidata per il pubblico a Raffaello trame e ordito sarà domani alle 18 a Palazzo Ducale: per l’emergenza Covid i posti sono limitati e serve prenotarsi. La mostra resterà poi aperta da sabato al 7 febbraio nei giorni da martedì a domenica dalle 8.45 alle 19.15 (resterà chiusa i lunedì, il 25 dicembre e l’1 gennaio). Solo dopodomani, sabato 24, l’ultimo ingresso sarà eccezionalmente alle 21.15 e la visita si concluderà alle 22.15). La mostra è nel normale percorso della reggia e il biglietto che consente di visitarla è quello di 7 euro (ridotto 2 euro) per Corte Nuova, Corte Vecchia e Museo archeologico. A maggior ragione si può visitarla col biglietto di 13 euro (ridotto 2) che comprende anche il castello di San Giorgio con la Camera degli Sposi. Informazioni https://www.mantovaducale.beniculturali.it.

La mostra si inserisce nel programma delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Raffaello, avvenuta nel 1520, e mette in luce un’importante testimonianza dell’attività del sommo artista custodita a Mantova. Si tratta del ciclo di arazzi con Le storie dei santi Pietro e Paolo tessuto a Bruxelles intorno alla metà del Cinquecento sulla base dei cartoni realizzati da Raffaello e dalla sua bottega per la serie commissionata da papa Leone X per la Cappella Sistina. Nel percorso sarà possibile visitare il cantiere aperto dei restauri, vedendo gli arazzi da vicino, srotolati. Nelle teche saranno esposti diversi documenti prestati dall’Archivio di Stato di Mantova, primo fra tutti la Lettera, databile 1519, scritta da Baldassarre Castiglione e indirizzata da Raffaello a papa Leone X, motivo di riflessione sulla genesi del concetto di tutela del patrimonio storico e artistico. Tra gli altri documenti, quelli che raccontano la storia degli arazzi: dal testamento del cardinale Ercole Gonzaga ai restauri eseguiti nel tardo Settecento, fino al trasporto degli arazzi in Austria nel 1866 e al loro ritorno a Mantova dopo la fine della prima guerra mondiale. Poi le lettere con cui Isabella d’Este chiede a Raffaello un dipinto (otterrà due disegni).


Gli arazzi godono di un nuovo apparato di illuminazione permanente. La loro manutenzione è di Tiziana Benzi (Studio restauro conservazione tessili antichi, di Piacenza) sotto la direzione di Daniela Marzia Mazzaglia. Il lavoro di restauro è stato progettato col supporto dell’Opificio delle Pietre Dure, di Firenze. La mostra è ideata e coordinata da Emanuela Daffra, Stefano L’Occaso e Michela Zurla. L’allestimento è di Maria Lucia Masciopinto. Il catalogo è edito da Publi Paolini, con introduzione di Emanuela Daffra e i testi di Stefano L’Occaso, Luisa Onesta Tamassia e Michela Zurla. La mostra è realizzata con il contributo di Fondazione Bam. Sponsor tecnico Mantova Village. —


 

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