Torna “Fumana: immaginari delle pianure”

L’isolamento scelto come tema di quest’anno.La rassegna è online. Boschini: «Su un muro virtuale protagoniste le foto degli oggetti simbolo della quarantena»

MANTOVA. Una latta d'olio, un badile, le cuffie per ascoltare la musica, le parole crociate, la pizza, gli strumenti musicali, le candele, le vecchie fotografie, le bandiere... Sono questi gli oggetti che caratterizzano i primi scatti della mostra collettiva, visibile solo sul web, dell'edizione 2020 di Fumana: immaginari delle pianure che quest'anno ha per tema l'Isolamento. «A un giorno dalla partenza l'ennesimo Dpcm ci ha tagliato le gambe, non ci restava che il digitale se non volevamo rinunciare a questa edizione – spiega Massimiliano Boschini, componente del Collettivo Fumana che, insieme all'associazione “Altrementi” di Massimiliano Fontana, e il patrocinio del Comune di Mantova, organizza la manifestazione giunta alla sua quarta edizione -. Avevamo chiesto di scegliere una cosa personale, da identificare come “oggetto simbolo” di questo periodo di isolamento a causa della pandemia. Invece di portarlo, corredato da una descrizione testuale, alla Casa di Rigoletto dove, fino al 22 novembre avrebbe dovuto esserci una mostra work in progress, abbiamo virato sull'immagine fotografica da affiggere a un muro virtuale.

La nebbia, cui ci ispiriamo, ha una forte capacità di adattamento. Non è un concorso fotografico, è un momento di partecipazione e condivisione di un'esperienza». Resta comunque centrato l'obiettivo, ovvero, fornire uno spaccato dell’isolamento individuale e della sua percezione nel contesto sociale, filosofico e geografico, nonché del mutato rapporto che ognuno di noi, nessuno escluso, ha maturato in questo tempo con gli oggetti e i beni personali. «A distanza di circa cento anni stiamo vivendo una situazione analoga a quella che si viveva nei piccoli centri della nostra pianura – aggiunge Davide Prandini, altro componente del Collettivo con Enrico Alberini, Nicola Sometti, Giacomo Cecchin e Vincenzo Denti -. L'isolamento, il tema scelto per quest'anno, era una condizione diffusa ai primi del Novecento, non si avevano molte relazioni con l'esterno e allora non si avevano nemmeno gli strumenti digitali di cui disponiamo oggi per comunicare e connetterci al resto del mondo».

Fino a domenica 22 novembre sarà possibile consegnare digitalmente l’oggetto scelto e fotografato da caricare sul sito corredato da un breve testo di spiegazione. «Come nella nebbia, si parte dal nulla per arrivare, dopo due settimane, ad una mostra collettiva – aggiungono gli organizzatori -. Tracceremo l’evolversi della situazione, con un apposito bollettino serale che sarà diffuso sulle nostre pagine social e sul sito ufficiale della manifestazione. “Fumana” cerca da sempre di trovare e valorizzare un tratto comune tra chi ha fatto e fa arte in tutte le sue forme in un luogo geografico preciso, nello specifico la Pianura. Questa edizione, guardando al tempo presente, sostituisce ai luoghi comuni gli oggetti in comune». Modificato, ma non annullato, anche il finissage che, come previsto, si terrà on line domenica 22 novembre alle 18 durante un webinar cui interverranno un antropologo e un sociologo che tracceranno un primo report sugli oggetti esposti in mostra e concetto di isolamento. Un catalogo on line conserverà la memoria del progetto. Info e mostra sul sito www.fumana.it

 

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