L’arte è per tutti quando diventa libro:a Mantova Sartori racconta l’avventura nel bello

I primi a Mantova ad occuparsi della produzione locale. I genitori di Arianna aprirono la galleria “Il deschetto” nel ’74

MANTOVA. Cresciuta a pane e carta. È Arianna Sartori, gallerista ed editore, nata e vissuta tra i libri e le stampe antiche e contemporanee. «Avevo solo sei mesi quando, nel dicembre 1974, i miei genitori, Adalberto e Maria Gabriella Savoia, inaugurarono la loro prima galleria “Il deschetto” che si occupò di artisti mantovani come Pesenti, Vindizio Nodari Pesenti, Falzoni, Giorgi e Gorni, solo per ricordarne alcuni, e prese, da subito, a rieditare libri e opuscoli dedicati alla storia e all'arte locali. In quella sede, in via XX Settembre, c'erano due vetrine con le ante e, perché non disturbassi o mi mettessi in pericolo, durante gli allestimenti o gli spostamenti dei pacchi, mi ci mettevano dentro. Io giocavo già coi libri e sorridevo ai passanti, qualche nostro vecchio cliente me lo ricorda ancora».

I Sartori furono i primi a Mantova ad occuparsi nello specifico dell'arte prodotta nel territorio pubblicando, nell'arco di alcuni anni, quattro volumi del “Dizionario dei Pittori Mantovani”. «Ho studiato ragioneria al Pitentino - racconta Arianna - La mia formazione specializzata nel mondo dell'arte e dell'editoria è stata sul campo. È successo molte volte che i miei genitori giustificassero la mia assenza a scuola perché andavo a Milano con mio papà. Prendevamo il treno delle 6.40 e poi giravamo tutta la giornata tra librerie antiquarie storiche, gallerie, studi degli artisti. Ho conosciuto Togo, Ferrone, Minguzzi, Bodini, Terruso e tantissimi altri, con i quali andavamo al Jamaica, in celebre bar degli artisti».


E non solo. Da quando era bambina Arianna ha sempre seguito i genitori nel loro lavoro, anche nelle domeniche dedicate a musei e luoghi d'arte. Poteva accadere che si allontanasse da tutto crescendo, che scegliesse altre strade. Invece, fin da piccola, quando le chiedevano: “Cosa vuoi fare da grande?” rispondeva “Voglio aprire una mia galleria”. E così è stato. Nel giugno del 1995, nel giorno del suo compleanno, il 16, Arianna subentra ai genitori nell'attività sia di gallerista sia di editore che, già alcuni anni prima era stata trasformata in Studio Sartori, e trasferita in via Oberdan.

«La passione per la storia, per la carta stampata e per le incisioni convinsero mio papà e il suo amico Mansueto Bassi, a partire nel 1975, per ben 35 anni, ad organizzare “Frontespizio”, mostra mercato del libro e della stampa antichi, la prima in Italia in senso assoluto, che portò a Mantova i migliori librai antiquari d'Italia e anche d'Europa dando un forte impulso al mercato e al collezionismo nazionale - ricorda Arianna - Si svolgeva negli spazi del convento di San Francesco a maggio e a settembre, e poi venne realizzata anche a Bologna e a Verona. Quando alla sera, dopo cena, si trovavano a casa mia per organizzarla io non mi perdevo una sola parola, mi appassionava moltissimo».

A partire dal 1989 viene poi edito il mensile d’arte e cultura “Archivio”, il primo giornale ad essere distribuito gratuitamente per posta, in principio solo a Mantova e provincia, quindi, un po' alla volta, su tutto il territorio nazionale. «Oggi abbiamo anche una mailing list di 10 mila indirizzi, è una delle poche cose che facciamo col web», dice Sartori. Oggi la galleria e la casa editrice hanno sede all'angolo tra le vie Nievo e Cappello, e che la carta resti, ancora sempre al centro degli interessi della famiglia lo si capisce anche chiedendo di andare alla toilette: persino l'anti-bagno e il bagno sono invasi da faldoni, risme, cartelle piene zeppe di fogli, pacchi di libri e cataloghi ordinatamente stoccati ovunque. Sarebbe impossibile elencare il catalogo Sartori, moltissimi sono infatti i titoli pubblicati in tanti anni di attività. Tra i lavori più significativi “Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico” , sei volumi, pubblicati tra 1999 e il 2004, con un totale di 3340 pagine, la monografia “Antonio Carbonati. L’opera grafica 1913-1948”, con relativa mostra a Palazzo della Ragione, del 2006, il catalogo “Dino Villani".

L’opera xilografica” che tante soddisfazioni ha dato con mostre, presentazioni e conferenze in vari luoghi tra cui la Fondazione Corrente a Milano nel 2010. Tra le ultime novità, ormai risalente al 2013, è l'apertura della Casa Museo Sartori a Castel d’Ario, che, oltre alle mostre e agli eventi ha fatto produrre ben 19 cataloghi».



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