Mantova, iniziati i restauri delle facciate di San Maurizio

Per la chiesa monumentale di via Chiassi arrivati altri centomila euro. Il sovrintendente Barucca: «I fondi provengono dal Ministero.Una novità positiva ma ne serviranno altri per gli interni»

MANTOVA. La caduta di alcune porzioni di intonaco dalla facciata settecentesca sembra quasi rappresentare l'ennesima richiesta d'aiuto di un bene prezioso, ma da troppo tempo inaccessibile per mantovani e turisti. Ora, però, la chiesa di San Maurizio è pronta a tornare a risplendere. La comparsa dei ponteggi è il segno dell'avvio dell'intervento alla facciata del monumento di proprietà statale che troneggia in via Chiassi. Un intervento finanziato con 220 mila euro provenienti da un fondo per la tutela del patrimonio del Ministero dei beni culturali. L'emergenza Covid ha portato ad uno spostamento della partenza del cantiere nei mesi scorsi, ma i primi rilievi sono in corso e l'obiettivo è concludere in pochi mesi.

«La macchina è partita - spiega il sovrintendente Gabriele Barucca -. Speriamo che Covid e le temperature più basse dei prossimi mesi non rallentino i lavori. Ad inizio anno la speranza era di avere la facciata restaurata a Natale. L'obiettivo ora è la primavera. Il recupero della facciata è importante anche per ridare dignità a quel tratto della via, a quel percorso».


Il 2021 sarà un anno dedicato al restauro dell'intero edificio. Ai 500 mila euro provenienti dai fondi post sisma, decisivi per le opere di riparazione dei danni e miglioramento sismico, si è aggiunto in queste settimane un nuovo contributo.

«Abbiamo ottenuto dal Ministero altri 100 mila euro - aggiunge Barucca -. Una novità positiva, ma la mia intenzione è quella di non fermarsi qui e chiedere altri fondi. Il prossimo sarà un anno di lavori, ma San Maurizio deve riaprire il prima possibile. Una chiesa che rappresenta il fiore all'occhiello di una Mantova diversa, quella del Seicento. Un gioiello che tutta la città deve riavere».

Il percorso non sarà breve, ma la strada è tracciata.

«Grazie ai fondi ministeriali siamo partiti con la progettazione per la parte strutturale. Mia priorità sarà recuperare fondi anche per le parti interne. Terminati i lavori, riporteremo nella chiesa tutti i dipinti che ora si trovano nei depositi di Palazzo Ducale. L'apertura di San Maurizio ci auguriamo poi possa essere continuativa».

Da sempre impegnata nell'opera di sensibilizzazione su un bene tanto prezioso ma poco conosciuto, la sezione mantovana di Italia Nostra è pronta per nuove iniziative.

«Dopo il sisma - spiega la presidente Daniela Sogliani - la chiesa non è stata più riaperta per problemi legati alla certificazione. Da anni l'abbiamo inserita nella lista rossa dei monumenti da salvare. La nostra volontà è quella di realizzare un evento di apertura, una volta terminati i lavori, per lanciare una raccolta fondi. San Maurizio è il museo del barocco mantovano. Un luogo meraviglioso, con una quadreria molto importante. Una chiesa i cui capolavori non sono visibili da troppo tempo. L'avvio dei lavori è una grande notizia, anche perché l'intonaco della facciata sta dando segni di cedimento. Italia Nostra è da sempre legata a questo luogo. Nel 1982, con presidente Giuseppe Amadei, organizzammo una mostra nella chiesa, realizzando l'unico catalogo tutt'ora esistente sul monumento». —



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