Online c’è “Minuti cantati”: una squadra di artisti mantovani nella compilation natalizia

Il rapper Franki B.

La raccolta è pubblicata dalla Long Digital Playing Edizioni Musicali, la startup discografica fondata dal cantautore Luca Bonaffini

MANTOVA. Musica tra poesia e canzone d'autore, raccontata da 10 diversi protagonisti, in buona parte mantovani. Minuti cantati è il titolo della compilation natalizia, già disponibile sulle piattaforme digitali, che raccoglie brani di artisti di Long Digital Playing Srls Edizioni Musicali, la startup discografica milanese fondata dal cantautore Luca Bonaffini nel 2018.

Tra i virgiliani doc, ecco le note tradizionali dei songwriter americani nella musica di Paolo Baldoni, presente con Ogni cosa che verrà. E poi le rime pungenti e innovative del rapper ventenne Frankie B. con la sue elegante e sperimentale Dramaqueen. Patrizia Piola omaggia Lucio Dalla con la sua versione di Anna e Marco. Propongono una cover legata alla canzone d'autore anche gli A-Tre, duo formato da Angelo Montanarini e Stefano Mantovani. La scelta è caduta su Bisanzio di Francesco Guccini.

Non mancano le canzoni più legate alla spiritualità del Natale e alla religione, come Gesù di Renato Bottura e I giardini di Israel di Stella Bassani. E per concludere il capitolo legato alla mantovanità, sono Luca Bonaffini e Carlo Cantini ad accompagnare Gianni Mocchetti, ex chitarrista di Franco Battiato e autore prolifico, in Le decime al tesoro.

Nella compilation anche i contributi dell'ex poeta catartico di Zelig, Flavio Oreglio (Mezza minerale), del rocker melodico modenese Davide Marchi (Momento) e di Mario Marco Farinato, vincitore del concorso La settima nota 2020 che si è svolto a Mantova la scorsa estate (Cartoline da Callisto).

«Non ho mai amato le compilation contestuali e tematiche, nemmeno quando ero un puro e semplice ascoltatore. Temevo fosse un modo per riciclare materiale vecchio, in attesa di un nuovo che tardava ad arrivare – spiega Bonaffini – e ho sempre cercato l’inedito anche in veste di produttore. Questo album, però, più che rivolto al grande pubblico è una strenna che abbiamo voluto fare ad alcuni dei nostri artisti che, in maniera diversa, hanno creduto ancora nella mediazione discografica, ovvero in un’etichetta che seppur piccola, svolgesse parte di quel lavoro che l'artista non dovrebbe fare e che invece spesso si ritrova costretto a mettere in pratica. A loro va il nostro grazie e la nostra riconoscenza. Senza di loro non potremmo esistere». 

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