Non solo online: a Mantova l'arte colorerà cinema e teatri chiusi

Con “Unlock #restArt” opere sulle bacheche delle sale e anche nei negozi aperti. Il progetto ideato dal Laboratorio Macfra prevede anche una sezione in rete: adesioni entro il 16 dicembre

MANTOVA. Opere d'arte online, nelle bacheche di cinema e teatri chiusi e nelle vetrine dei negozi aperti. È grazie a “Unlock #restArt”, un progetto nato nel più duro periodo di lockdown nel Laboratorio Macfra, da un'idea di Francesca Maccari insieme all’amico creativo Matteo Sganzerla, che opere d'arte diverse saranno esposte, oltre che su una piattaforma digitale, anche in quelle realtà che la pandemia ha costretto a sospendere.

«Abbiamo lavorato con il passa parola cercando sia gli artisti, i più diversi, visual artist, video maker, fotografi, scultori, illustratori, grafici e designer sia gli spazi espositivi vuoti o scarsamente utilizzati delle attività commerciali, le bacheche dei cinema, dei teatri – spiega Francesca Maccari – Hanno aderito in molti e possono ancora farlo, almeno fino al 16 dicembre che vorremmo fosse, anche senza un evento in particolare, la data di inaugurazione della manifestazione. Tra gli spazi della cultura hanno già dato la loro disponibilità il teatro Sociale, l'Ariston, il Cinema del Carbone e il Mignon cui si affiancano già moltissimi negozi e bar».

Le opere verranno collocate in modo da essere visibili dall'esterno, ovviamente per i luoghi ancora chiusi al pubblico, o all’interno, in base alle disponibilità e alle esigenze. Già lungo è l'elenco degli artisti che partecipano al progetto: il fotografo Giuseppe Gradella, Emanuela Cerutti, Federica Aiello Pini, lo stesso Matteo Sganzerla, Ermanno Poletti, autore del murale realizzato davanti all'ospedale Poma, Caterina Borghi, Carlo Scaini e tanti altri ancora, tra cui Claudio Cermaria, Giulia Flavia Baczinsky, Claudia Vincenzo Paonessa, Anna Volpi e Stefano Santi.

«Il nostro intento è quello di creare un rapporto di collaborazione, tra artisti e imprese, ovvero tra soggetti particolarmente colpiti dalla pandemia, senza intermediari, per ripartire e sbloccare questa situazione – continuano a spiegare gli organizzatori – Pertanto, la finalità di Unlock #restArt, sarà quella di proporre la vendita di prodotti di alto contenuto artistico e devolvere parte del ricavato, convenuto tra artista e gestore, a sostegno dell’impresa, gettando le basi di un nuovo inizio. A questo vorremmo poi che si realizzasse un altro importante obbiettivo che è quello di porre le basi per collaborazioni future tra l'artista e l'esercente ospitante. Siamo consapevoli di tutti i punti di criticità che può presentare l’iniziativa, chiediamo dunque uno spirito collaborativo e di adattamento a una nuova “idea” di comunicazione dell’arte a cui né gli artisti, né gli esercenti, né il pubblico sono abituati».

Questa prima versione sperimentale partirà in piccolo, solo nel centro storico mantovano ma, potrebbe anche estendersi se ci fosse richiesta.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi