Festivaletteratura Mantova: arrivano gli inediti, le prime edizioni sono in digitale

In campo il progetto di recupero reso possibile da Unioncamere e Regione.  Riversati i vecchi audiovisivi: preziose testimonianze a disposizione del pubblico

MANTOVA. Un filmato su videocassetta che racconta la prima, storica, edizione del 1997. Minuti di girato dell'anno successivo, con interventi di Camilleri, Sepulveda, Hack, McGrath, Pennac. E poi, materiale dei primi anni Duemila, tratto dalle prime riprese realizzate su supporti analogici dalla neonata redazione riprese video. Preziose testimonianze delle prime edizioni di Festivaletteratura, ora digitalizzate e messe a disposizione del pubblico grazie al progetto Recupero e valorizzazione dell’archivio audiovisivo di Festivaletteratura. Betacam, video8, miniDV: supporti dei tempi che furono al cui interno sono raccolte memorie di incontri epocali e di indimenticabili presenze internazionali.

Grazie al progetto, lo staff dell'archivio del Festival ha potuto riversare in digitale, a seguito di un'analisi preliminare sui materiali più a rischio di invecchiamento e di più probabile interesse, parte del suo archivio audiovisivo. Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo di Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia e alla partecipazione al bando “Valore d'impresa, imprese di valore”.


La digitalizzazione di questi materiali consente di accedere a contenuti inediti raccolti durante le passate edizioni e di dar seguito a un percorso di valorizzazione della memoria collettiva del Festival che vedrà lo staff ancora impegnato per anni. Per dare un piccolo assaggio dei tanti materiali video che grazie al progetto saranno via via consultabili sul catalogo online, l'Archivio ha creato alcuni piccoli montaggi tratti rispettivamente da Betacam, con un mix di clip di Festivaletteratura 1998, e da un video8 con Andrea Camilleri e Lella Costa, sempre risalente al '98. I video sono a disposizione sul canale YouTube di Festivaletteratura.

Il lavoro è curato dallo staff dell'archivio formato dalla coordinatrice scientifica Manuela Soldi, da Giorgia Nanni e Michele Triboli. «Si tratta di materiali che talvolta non hanno neanche un'etichetta e che svelano veri e propri tesori - racconta Soldi -. Il Festival è nato in anni di continua rivoluzione digitale e i supporti tecnologici più diffusi a fine anni Novanta sono ormai in alcuni casi desueti e di difficile lettura. Basti pensare ai nastri magnetici, a rischio deterioramento. Il nostro impegno legato alla digitalizzazione dell'archivio è in corso da anni e continuaèlascoperta di nuovo materiale. Alle volte sono i volontari a ritrovarlo, in altri casi sono i cittadini a consegnarcelo. In tanti hanno testimonianze legate al passato, ma è normale, visto che il Festival ha segnato la vita di tutta la città». 
 

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